Xylella, la Regione scrive di sorvegliare strade e ferrovie. Ma i controlli chi li fa?
I vettori del batterio possono spostarsi anche su auto, mezzi, vestiti e scarpe. La Regione prevede monitoraggi lungo le grandi direttrici che collegano le aree infette al resto della Calabria. Ma chi controlla questa rete di prevenzione
CORIGLIANO-ROSSANO – La Regione Calabria lo scrive chiaramente nel Piano d’azione contro la Xylella: gli insetti vettori possono essere trasportati passivamente anche da automobili, altri mezzi, vestiti e scarpe. Per questo tra i punti da sorvegliare vengono indicate anche le strade di grande percorrenza e le ferrovie che collegano le zone infette al resto della regione.
La prescrizione c’è. Quello che ancora non emerge dal documento è il dato operativo: quanti siti di monitoraggio sono attivi, dove si trovano, quante catture sono state effettuate e con quali risultati.
Ed è qui che si apre la terza puntata della nostra inchiesta sul Piano anti-Xylella.
Il vettore può viaggiare su auto e vestiti
A spostarsi non è il batterio direttamente, ma l’insetto che lo trasporta. Il Piano richiama in particolare il Philaenus spumarius, la comune sputacchina, uno dei principali vettori di Xylella fastidiosa.
Il documento regionale raccomanda espressamente di controllare abiti e scarpe prima di risalire sui mezzi, evitare la sosta di veicoli nei campi o nelle aree con specie ospiti e adottare particolari precauzioni per il trasporto di materiale proveniente dalle zone infette.
Non è quindi un dettaglio secondario. Un insetto può essere trasportato involontariamente molto più lontano di quanto riuscirebbe a spostarsi autonomamente.
Le grandi vie di comunicazione entrano nel Piano
Proprio per questo il Servizio Fitosanitario regionale, con Arsac e le istituzioni scientifiche coinvolte, deve predisporre siti di monitoraggio anche in prossimità delle strade di grande percorrenza e delle ferrovie che collegano le aree infette al resto della Calabria.
Per la Calabria del nord-est significa guardare inevitabilmente alla Statale 106, alla SS534 verso l’A2 e alla ferrovia jonica, cioè alle principali direttrici attraverso cui ogni giorno si muovono persone, merci e mezzi.
A queste si aggiunge il Porto di Corigliano, che lo stesso Piano inserisce tra i punti di controllo frontaliero fitosanitario della Calabria insieme a Gioia Tauro e all’aeroporto di Lamezia Terme.
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Il Piano stabilisce i controlli. Ma chi li fa?
È questo il punto. Il documento del 2 settembre definisce il sistema di sorveglianza e stabilisce che Servizio Fitosanitario e Arsac pubblichino i dati del monitoraggio relativi alla presenza, alla densità, allo sviluppo e all’eventuale positività degli insetti vettori.
Ma nel Piano non troviamo un rendiconto di quanti punti di monitoraggio siano operativi nella Calabria del nord-est, quali direttrici vengano effettivamente controllate e quanti vettori siano stati sottoposti ad analisi.
Assessore Gallo: «Forse tutto partito dall’ulivo nel giardino di una villa»
C’è poi un elemento che rende il tema della sorveglianza ancora più attuale. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, parlando al Quotidiano del Sud, ha spiegato che il focolaio di Taurianova potrebbe essere partito da un contesto domestico: «Probabilmente tutto è partito dall’ulivo presente nel giardino di un’abitazione, nel cortile di una villa».
A segnalare le anomalie sarebbe stato lo stesso proprietario, facendo partire gli accertamenti. Resta però ancora da chiarire come la Xylella sia arrivata su quella pianta. Ed è proprio questo uno degli interrogativi più importanti: conoscere l’origine dell’introduzione aiuterebbe a capire quali vie d’ingresso siano state effettivamente utilizzate dal batterio e dal suo vettore.
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