Trasporti, il Piano passa in Commissione. Rosa: «Dentro anche l’aviosuperficie di Sibari, ora la Calabria può cambiare passo»
Il consigliere regionale di Noi Moderati rivendica le scelte per il Cosentino: dalla Statale 106 alla ferrovia ionica, fino alle aviosuperfici di Sibari e Scalea. Il documento dovrà adesso essere discusso dal Consiglio regionale
CATANZARO - Dalla Statale 106 alla ferrovia ionica, passando per l’aggancio all’Alta Velocità e arrivando fino alle aviosuperfici di Sibari e Scalea. Il nuovo Piano Regionale dei Trasporti supera l’esame della IV Commissione consiliare e si prepara ad approdare in Consiglio regionale, dove dovrà affrontare il passaggio successivo.
A esprimere soddisfazione è il consigliere regionale di Noi Moderati, Riccardo Rosa, che legge nell’aggiornamento del documento una svolta nella programmazione infrastrutturale calabrese e sottolinea in particolare gli interventi che riguardano la provincia di Cosenza.
Il Piano è arrivato all’approvazione della Commissione presieduta da Sergio Ferrari dopo un percorso di audizioni. Rosa attribuisce il risultato al lavoro portato avanti dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, dall’assessore ai Trasporti Gianluca Gallo, dalla Giunta e dal Dipartimento regionale Infrastrutture e Lavori Pubblici guidato da Claudio Moroni.
Il giudizio politico del consigliere è netto: il documento, sostiene, può aprire una nuova stagione fondata su «connettività, sicurezza ed efficienza dei collegamenti».
Per il territorio cosentino, Rosa mette in evidenza innanzitutto l’inserimento nel documento di programmazione delle aviosuperfici di Sibari e Scalea. Un passaggio particolarmente interessante per la Sibaritide, dove il tema dell’aviosuperficie si intreccia da tempo con quello dell’accessibilità di un territorio che concentra produzioni agricole, patrimonio archeologico, costa e una significativa offerta turistica.
L’inserimento nel Piano rappresenta un tassello programmatorio. La sfida, come per le altre infrastrutture previste, sarà trasformare la pianificazione in interventi, servizi e reale capacità di connessione con il resto del sistema regionale.
Il cuore della questione per la fascia ionica resta inevitabilmente quello delle grandi direttrici stradali e ferroviarie. Rosa richiama il «definitivo riscatto» della Statale 106 Jonica, indicando nel quadro programmatorio le tratte tra Roseto Capo Spulico, Sibari e Rossano, oltre alla prosecuzione dell’itinerario in direzione di Crotone.
Sul fronte ferroviario, il Piano viene invece letto in relazione al percorso di elettrificazione della linea ionica e al collegamento della provincia cosentina con la rete dell’Alta Velocità.
In quest’ultimo disegno assume un ruolo centrale il raddoppio della galleria Santomarco, infrastruttura strategica per il collegamento tra il versante tirrenico e l’area di Cosenza.
Sono opere differenti ma legate dallo stesso problema storico: ridurre quella distanza infrastrutturale che, soprattutto sullo Jonio, non coincide soltanto con i chilometri, ma con tempi di viaggio, frequenza dei collegamenti e difficoltà di accesso alle grandi reti nazionali.
Tra gli elementi richiamati dal consigliere c’è anche la prospettiva di una Metropolitana Regionale di superficie, pensata per collegare i principali centri attraverso corse dirette e cadenzate. Il sistema dovrebbe integrarsi con un trasporto pubblico su gomma rinnovato e con servizi a chiamata destinati anche alle comunità delle aree interne.
Un punto particolarmente delicato per la Calabria dei piccoli comuni, dove garantire mobilità esclusivamente attraverso servizi tradizionali può diventare difficile, ma l’assenza di collegamenti rischia di tradursi in un ulteriore fattore di isolamento.
Per l’area urbana di Cosenza-Rende, invece, il Piano lega le scelte di intermodalità al nodo dell’Università della Calabria e al potenziamento degli svincoli autostradali. La strategia regionale comprende inoltre il rapporto tra portualità e sistema aeroportuale, con gli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone.
L’approvazione in IV Commissione non chiude l’iter. Il Piano dovrà ora essere discusso in Consiglio regionale, passaggio che Rosa attende con favore e che porterà nuovamente il confronto sulle scelte infrastrutturali dentro l’assemblea calabrese.
Per il consigliere di Noi Moderati si tratta di una programmazione capace di contribuire «in maniera determinante alla crescita della Calabria».
Per la Sibaritide e l’intero arco ionico, tuttavia, il metro con cui misurare quella crescita sarà inevitabilmente molto concreto. Un Piano indica la direzione; sono cantieri completati, treni più frequenti, strade sicure e collegamenti realmente funzionanti a stabilire quanto quella distanza dal resto del Paese sia stata davvero accorciata.