Turismo, Futuro Nazionale affonda il colpo su Stasi: «Zero visione e centri storici svuotati»
I comitati d'opposizione stilano il bilancio dell'estate a Corigliano-Rossano. Nel mirino l'operato dell'assessore Argentino, i ritardi sulla destagionalizzazione e le grandi opere irrisolte, dal lungomare unico al Porto
CORIGLIANO-ROSSANO - Un'altra estate alle spalle, ma con le medesime criticità strutturali che da quasi otto anni ingessano il potenziale di una delle realtà costiere più estese della Calabria. A Corigliano-Rossano la stagione dei bilanci turistici si trasforma in un duro atto d'accusa politico firmato dai comitati territoriali di Futuro Nazionale. Attraverso un'analisi coordinata dai referenti Maria Lores Laera, Giovanni Dima, Giuseppe Falbo, Daniele Spataro e Giovanni Antoniotti, la forza d'opposizione accende i riflettori su un modello d'accoglienza giudicato privo di visione, incapace di andare oltre la mera gestione di eventi estemporanei.
A finire nel mirino è innanzitutto la regressione dei borghi antichi. Se la marina di Schiavonea continua a mostrare vitalità, secondo il movimento lo si deve unicamente alla tenacia e agli investimenti degli operatori privati, mentre il cuore storico della città sconta un progressivo isolamento. Emblematico, per Futuro Nazionale, il vero e proprio vuoto registrato nella serata del 14 agosto nel centro storico rossanese. La critica va oltre la stagionalità: viene contestata la lettura trionfalistica dei dati sui pernottamenti, che non certificano una reale ricaduta economica sull'intero tessuto urbano. «Non ci si venga a raccontare che il problema non esiste citando le presenze nelle strutture — attaccano i referenti — perché il turismo deve generare consumi diffusi e conoscenza del territorio, non solo camere occupate».
Sul piano amministrativo, la contestazione investe direttamente le scelte del sindaco Flavio Stasi e la riconferma dell'assessore Costantino Argentino, a cui si contesta l'assenza di un piano di promozione pluriennale capace di dialogare con i tour operator e di agganciare i mercati nazionali e internazionali. Un ritardo programmatico che diventa ancora più evidente nei mesi di settembre: mentre le vicine realtà pugliesi e altri comprensori calabresi continuano ad attrarre i flussi della destagionalizzazione, a Corigliano-Rossano si assiste a uno spegnimento anticipato dell'offerta.
Il documento politico richiama infine l'amministrazione alle responsabilità sulle grandi incompiute finanziarie e infrastrutturali del territorio. Viene sollevato il nodo dei 16 milioni di euro erogati dallo Stato per la fusione, risorse che secondo Futuro Nazionale avrebbero dovuto finanziare l'opera strategica del lungomare unico tra Sant'Angelo e Schiavonea. A questo si aggiungono le questioni irrisolte della montagna — con lo stallo dell'albergo pubblico "Il Cerro" nelle zone di Piana dei Venti e Piana Caruso — e le storiche incertezze sul rilancio del Porto cittadino.
«Non abbiamo interesse a raccontare una città che non esiste — concludono da Futuro Nazionale — ma la politica seria deve rompere la logica del "volemose bene" e dire le cose con schiettezza. Serve un cambio totale di passo per far ripartire una comunità stanca di essere amministrata sull'ordinario».