Cariati, prende i sacchi della spazzatura e li lancia sulla Statale 106: l’inciviltà che pagano tutti
Un video mostra una donna abbandonare rifiuti sulla carreggiata. Il sindaco Minò: «C’è il porta a porta, è incredibile. Poi bonifiche e raccolte straordinarie ricadono sui cittadini»
CARIATI – Prende alcune buste di spazzatura, si avvicina alla Statale 106 e le lancia sulla carreggiata, lungo una strada attraversata ogni giorno da centinaia di veicoli. È quanto mostra un video pubblicato dalla pagina La Voce del Popolo: le immagini non sono nitidissime, eloquenti e sembrerebbero ritrarre una donna anziana, ma il gesto è inequivocabile.
Non è soltanto l’ennesima fotografia del degrado (spesso sociale prima ancora che ambientale). Qui c’è qualcosa di più: rifiuti abbandonati direttamente lungo una delle principali arterie stradali della costa ionica, con tutto ciò che questo comporta in termini di decoro, sicurezza e costi per la collettività.
E soprattutto c’è un paradosso che rende l’episodio ancora più difficile da comprendere: a Cariati il servizio di raccolta porta a porta esiste. «È davvero incredibile che si verifichino queste cose – commenta il sindaco Cataldo Minò –. Non ci si riesce a credere».
Il punto, però, per il primo cittadino va ben oltre il singolo sacchetto gettato per strada.
Quando l’inciviltà diventa un conto per tutta la città
Ogni abbandono produce infatti una conseguenza immediata: qualcuno deve intervenire, raccogliere, bonificare e smaltire. E quel costo, prima o poi, ritorna sulla comunità.
«L’atteggiamento di pochi danneggia tutti – sottolinea Minò –. Le bonifiche e i servizi di raccolta straordinaria finiscono per ricadere sulle tasche dei cittadini».
Una dinamica ancora più pesante quando si tratta di rifiuti indifferenziati, che comportano costi di smaltimento maggiori rispetto alle frazioni correttamente differenziate. Il Comune, inoltre, non può attendere l’esito di un eventuale procedimento sanzionatorio: la strada va ripulita subito e il servizio va pagato subito.
È questo uno degli elementi che spesso scompare dal dibattito sul degrado urbano. Dal momento che dietro una busta abbandonata non c’è soltanto una violazione delle regole ma ci sono interventi, spesso straordinari, che che pesano in modo salato sulle casse comunali. E tutto questo per rimediare a un comportamento incivile che avrebbe potuto essere evitato.
«Cariati è sporca»: ma chi sporca?
Il video riapre anche un’altra questione che a Cariati, come in molti comuni, finisce facilmente dentro il confronto politico. Basta una fotografia di rifiuti lasciati per strada perché inizi il rimpallo delle responsabilità: “Cariati è sporca”, “il Comune non pulisce”, “l’Amministrazione non interviene”.
Minò contesta però una lettura che attribuisca automaticamente all’ente pubblico anche la responsabilità dei comportamenti individuali. «Spesso queste situazioni diventano terreno di scontro politico – osserva –. Partono le fotografie e si additano all’Amministrazione comunale le colpe dell’indecenza di alcuni cittadini».
Naturalmente un Comune resta responsabile dell’organizzazione dei servizi, della pulizia e del controllo del territorio. Ma il video pone un problema diverso e molto più elementare: cosa può fare un’Amministrazione quando qualcuno decide deliberatamente di prendere i propri rifiuti e scaricarli dove non dovrebbe, nonostante esista un servizio domiciliare?
Le sanzioni? Minò: «Non è sempre semplice come sembra»
C’è poi la domanda inevitabile: se il comportamento viene ripreso, perché non sanzionare immediatamente il responsabile? Anche su questo il primo cittadino invita a non dare per scontato che basti un video per arrivare automaticamente a una multa.
Secondo Minò, le norme e i vincoli legati alla tutela della privacy rendono in alcuni casi più complessa l’utilizzabilità delle immagini per identificare e perseguire chi commette l’infrazione.
«Quella delle sanzioni è anche una leggenda che bisogna un po’ sfatare – sostiene – perché spesso la legge e le norme sulla privacy non consentono di poter perseguire chi compie l’infrazione, nonostante riusciamo a coglierlo nel suo misfatto».
È una valutazione del sindaco che riguarda le concrete possibilità di intervento dell’ente nei singoli casi. Resta però un altro dato sottolineato dallo stesso Minò: anche quando la sanzione può arrivare, arriva dopo. La bonifica, invece, non può aspettare.
Ma c’è un ultimo aspetto che vale la pena ricordare. Abbandonare rifiuti non è soltanto un gesto di inciviltà: può avere conseguenze penali. L’articolo 255 del Decreto legislativo 152 del 2006, nella formulazione vigente dopo le modifiche introdotte nel 2025, punisce l’abbandono o il deposito di rifiuti con un’ammenda da 1.500 a 18mila euro, salvo che il fatto costituisca un reato più grave. Se l’abbandono avviene utilizzando un veicolo a motore, per il conducente è prevista anche la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
Insomma, quella ripresa sulla Statale 106 non racconta soltanto una pessima abitudine da condannare sul piano civico. Racconta una condotta che l’ordinamento considera abbastanza grave da portarla fuori dal semplice campo della multa amministrativa e dentro quello penale. E prima ancora che arrivi una sanzione, resta comunque un conto che la comunità deve pagare: quello per raccogliere, ripulire e rimediare all’inciviltà di pochi.
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