SS106, rotatorie nella zona industriale di Corigliano-Rossano: Anas apre la Conferenza dei Servizi
L’iter è partito il 31 agosto e dovrà chiudersi entro 90 giorni. Basta Vittime: «Dalle richieste agli atti, ora bisogna accelerare verso i cantieri». Il tratto è da anni al centro delle richieste di messa in sicurezza
CORIGLIANO-ROSSANO – Le rotatorie lungo la Statale 106 nella zona industriale di Corigliano-Rossano entrano finalmente in una fase amministrativa concreta. Anas ha indetto lo scorso 31 agosto la Conferenza dei Servizi, aprendo formalmente l’iter che dovrà acquisire pareri, autorizzazioni e valutazioni degli enti interessati prima di poter procedere alle fasi successive dell’intervento.
La convocazione, secondo quanto rende noto l’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime sulla Strada Statale 106, è stata notificata al Comune di Corigliano-Rossano, alla Regione Calabria, all’Autorità di Bacino, al Consorzio di Bonifica, ad ARSAC e agli altri enti interessati dalle possibili interferenze.
Il procedimento dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni.
Dal confronto con Anas alla Conferenza dei Servizi
Basta Vittime ricostruisce il percorso che ha portato all’apertura dell’iter ricordando il confronto portato avanti insieme al Movimento Corigliano-Rossano Domani e ai cittadini, fino all’incontro con Anas nella sede operativa intitolata a Teresa e Valentina Fiore.
Ora, però, l’attenzione si sposta sui tempi. «Siamo estremamente soddisfatti – afferma Leonardo Caligiuri, presidente di Basta Vittime – perché quella che fino a pochi mesi fa era una richiesta avanzata dal territorio oggi è diventata un procedimento amministrativo concreto».
Per l’Organizzazione, l’avvio della Conferenza dei Servizi rappresenta quindi un risultato importante, ma non ancora il punto di arrivo. «L’obiettivo adesso è uno soltanto: non perdere tempo». La richiesta è che i diversi passaggi possano essere definiti prima possibile e che, una volta conclusa la Conferenza, si possa procedere rapidamente verso le fasi necessarie alla realizzazione delle opere.
Un tratto della 106 segnato dagli incidenti
La questione assume un peso particolare per la localizzazione dell’intervento. La zona industriale di Corigliano-Rossano è stata infatti negli anni teatro di incidenti anche gravissimi. Nel febbraio 2022 proprio nell’area industriale di Corigliano, nei pressi dell’incrocio con la strada di accesso al centro commerciale, un giovane perse la vita in uno scontro tra due vetture.
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Ed è proprio la storia di questo tratto a spiegare perché Basta Vittime consideri le rotatorie non come un intervento viario ordinario, ma come una misura direttamente legata alla sicurezza. «Prima si realizzano le rotatorie – sottolinea Caligiuri – prima potremo disporre di un’infrastruttura più sicura e prima riusciremo a ridurre il rischio che su questo tratto possano verificarsi nuovi sinistri con vittime o feriti gravi».
La posizione dell’Organizzazione è netta: «Sulla Strada Statale 106 non possiamo permetterci di considerare il tempo una variabile secondaria».
La Sibaritide resta tra le aree più critiche della Jonica
Il problema, del resto, non riguarda soltanto quel singolo incrocio. Come già ricostruito dall’Eco dello Jonio sulla base dei dati relativi al 2023, lungo l’intera Statale 106 calabrese si erano verificati 239 incidenti, con 22 morti e 443 feriti. La Sibaritide risultava, insieme alle aree crotonese e reggina, tra i territori più esposti alla mortalità stradale lungo la Jonica.
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Per questo le rotatorie della zona industriale assumono un significato che va oltre il singolo intervento: mettere mano a uno dei punti che il territorio segnala da tempo come problematici mentre si attende il più ampio ammodernamento della 106.
Ora il vero banco di prova sono i tempi
Basta Vittime ringrazia Anas per l’avvio del procedimento e annuncia che continuerà a seguire tutte le fasi dell’iter. «Siamo davanti a un intervento che può e deve rappresentare un punto di svolta – conclude Caligiuri –. La nostra Organizzazione continuerà a seguire con attenzione ogni fase dell’iter e a mantenere alta l’attenzione».
La Conferenza dei Servizi segna quindi un avanzamento reale, ma non equivale ancora all’apertura dei cantieri. Il primo traguardo è fissato: chiudere il procedimento entro i 90 giorni previsti. Poi si capirà quanto rapidamente sarà possibile trasformare pareri e autorizzazioni in opere.
Per una strada sulla quale il tempo viene spesso misurato anche in vite umane, sarà questo il passaggio decisivo: dalle richieste agli atti, e dagli atti ai cantieri.