Sibari ritorna nel Piano dei Trasporti: previsti studi sull’aviosuperficie, ma l’aeroporto non c’è ancora
La IV Commissione ha approvato l’aggiornamento del PRT dopo aver discusso l’inserimento di Sibari e Cotronei. È un primo riconoscimento programmatorio. Il Piano deve ancora passare dall’Aula
CASSANO JONIO – Per la prima volta nel nuovo Piano regionale dei Trasporti adottato nel 2026, Sibari torna esplicitamente dentro la programmazione regionale dell’accessibilità aerea. Non ancora come nuovo aeroporto, né come opera pronta a partire: il passo compiuto il 7 settembre dalla IV Commissione del Consiglio regionale è più prudente, ma politicamente e programmatoriamente significativo. Il Piano prevede studi finalizzati a inserire nel sistema regionale le aviosuperfici di Sibari, Cotronei e altre località ad alta vocazione turistica.
La PPA n. 46/13, l’atto con cui la Giunta ha proposto l’aggiornamento del PRT, ha ottenuto con il parere favorevole, a maggioranza, della IV Commissione. Ma se dai rappresentanti della maggioranza consiliare, da Pietropaolo a Rosa, non c'è stato alcun motivo ostativo all'inserimento dell'aviosuperficie nel nuovo Piano, c'è da dire che il confronto non è stato unanime. Ferdinando Laghi, ad esempio, ha sollevato il problema della tempistica con cui la proposta è arrivata ponendo una questione sostanziale: quale funzione pubblica e turistica possono avere infrastrutture private? Sulla stessa linea d'onda anche Filomena Greco che ha chiesto chiarimenti sulle modalità attraverso cui aviosuperfici private potrebbero essere valorizzate in una programmazione pubblica.
È un passaggio importante perché mette già in evidenza uno dei nodi che accompagnerà qualsiasi sviluppo futuro: inserire un’aviosuperficie nella strategia regionale non significa automaticamente trasformarla in aeroporto, acquisirla al patrimonio pubblico o finanziarne l’ampliamento.
Per Sibari, dunque, si apre formalmente una fase di approfondimento all’interno della pianificazione regionale. Non c’è, allo stato degli atti consultabili, un importo stanziato per costruire un aeroporto nella Piana, né l’approvazione di uno specifico progetto aeroportuale.
Quanto avvenuto in Commissione, però, non è un semplice dettaglio perché se è vero che ritorna ad essere contemplata Sibari ma solo come aviosuperficie è pur vero che la Piana recupera uno spazio esplicito nella programmazione proprio durante l’istruttoria consiliare del Piano.
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Era il 27 giugno quando, negli studi dell’Eco, Orlandino Greco ed Elisa Scutellà si impegnavano su due correzioni al PRT, tra cui il ritorno dello scalo sibarita nella programmazione regionale.
Ma Sibari nel Piano c’era già dieci anni fa: un aeroporto che appare e scompare
C’è poi un pezzo di storia che impedisce di raccontare questa vicenda come una novità assoluta.
Il Piano regionale dei Trasporti del 2016, in realtà, inseriva già tra le infrastrutture aviosuperfici ed elisuperfici considerate invarianti la “Aviosuperficie Sibari Fly”, localizzata a Sibari Scalo, contrada Pantano Rotondo. Lo stesso documento prevedeva, tra le azioni invarianti, la promozione di una rete di aviosuperfici collegata all’economia del territorio e all’avioturismo.
Sibari, quindi, non nasce oggi sulle carte della pianificazione regionale. Piuttosto, dopo essere rimasta sullo sfondo della nuova impostazione adottata a marzo, recupera adesso un riferimento esplicito nel nuovo ciclo programmatorio.
Ed è proprio questo precedente a suggerire cautela: essere scritti in un Piano non basta, se poi alla programmazione non seguono studi, atti, risorse e decisioni operative.
Il progetto RAM di Pantano Rotondo è un’altra partita
Sul territorio, intanto, il dibattito è già andato molto più avanti. L’Eco dello Jonio ha ricostruito ad agosto la proposta presentata da Sibari Fly S.r.l. al Comune di Cassano all’Ionio per sviluppare a Pantano Rotondo un aeroporto territoriale nell’ambito della Regional Air Mobility, partendo dall’infrastruttura esistente. La proposta prevede, nelle intenzioni del proponente, una pista estendibile fino a 2.000 metri, trasporto passeggeri e funzioni di Protezione civile, antincendio ed elisoccorso.
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Il primo risultato c’è. Adesso bisogna capire cosa produrrà
Insomma, la strada verso un nuovo aeroporto a Sibari è ancora lunga (non lunghissima) ma saranno i prossimi mesi a decretare se c'è davvero intenzione di sviluppare (più di quanto non lo stia già facendo SibariFly che da sola movimenta un migliaio di aeromobili turistici su Sibari!) una rete di connessioni aeree da e per la Sibaritide. Perché potrebbe arrivare proprio da questa esperienza, finalmente istituzionalizzata, il plus dei dati per innescare un processo in addizione.