Civita premia chi legge poesia: il 12 e 13 settembre la finale di Biblioteca di Calliope
Nel borgo del Pollino arriva il Festival nazionale dei “Lettori Puri di Poesia”, un progetto che ribalta la logica dei tradizionali concorsi letterari: non premia chi scrive versi, ma chi li legge, li studia e li interpreta
CIVITA – In Italia i premi per chi scrive poesia sono migliaia. A Civita, invece, il 12 e 13 settembre arriverà un festival che parte da una domanda decisamente meno scontata: chi premia quelli che la poesia la leggono davvero?
È da questa provocazione che nasce “La Biblioteca di Calliope – Festival Nazionale dei Lettori Puri di Poesia”, che nel borgo arbëreshë del Pollino celebrerà la fase conclusiva del Premio di lettura Calliope/Civita 2026. Un progetto costruito per restituire centralità a quella figura quasi sempre rimasta fuori dai riflettori dei concorsi letterari: il lettore.
Non quindi aspiranti poeti chiamati a confrontarsi sui propri versi, ma persone che alla poesia dedicano lettura, studio, interpretazione e approfondimento. È questo il tratto originale dell’iniziativa promossa da Macabor Editore e dalla rivista Il Sarto di Ulm, insieme al Comune di Civita, a World Turismo Calabria e alle otto biblioteche coinvolte nel progetto. Civita, dal 2025 nella rete dei Borghi della Lettura, ospiterà così l’atto finale di un percorso che ha attraversato diverse realtà italiane.
Sabato l’incontro con i protagonisti, domenica la finale
Il programma si aprirà sabato 12 settembre alle 18.30 con “L’incontro con i protagonisti”, anteprima del Festival con interventi istituzionali e brevi conversazioni con lettori finalisti, poeti ospiti e rappresentanti delle biblioteche.
La giornata decisiva sarà però domenica 13 settembre alle 10, quando si terrà la finale del Premio di Lettura Calliope/Civita 2026, alla quale prenderanno parte i vincitori delle diverse tappe del Festival.
«La Biblioteca di Calliope – sottolinea l’organizzatore Antonluca De Salvo – rappresenta una scelta culturale precisa: riconoscere che la letteratura esiste davvero quando qualcuno la attraversa, la interpreta e la fa propria».
E forse è proprio questo il dato più curioso della manifestazione: in un panorama culturale affollato di premi destinati agli autori, Civita sceglie per due giorni di spostare il riflettore dall’altra parte del libro.
Su chi lo apre.