Diari di Storia, il viaggio in una Calabria del nord-est mai raccontata
Da domani e poi ogni primo e terzo sabato del mese, Mons. Luigi Renzo guida un cammino di consapevolezza nelle pieghe più profonde e dimenticate della storia della Calabria del Nord-Est
CORIGLIANO-ROSSANO - Da domani, sabato 7 febbraio, e poi ogni primo e terzo sabato del mese, Eco dello Jonio apre una nuova finestra sul tempo lungo del territorio. Si chiama Diari di Storia ed è molto più di una rubrica: è un percorso di riscoperta, uno scavo paziente nelle pieghe meno frequentate della memoria collettiva.
A guidarlo sarà Luigi Renzo, vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea, ma soprattutto giornalista, scrittore, editorialista e storico. Un intellettuale che ha attraversato decenni di studi, ricerche e racconti con uno sguardo sempre attento al rapporto tra storia, comunità e coscienza dei luoghi. Un profondo conoscitore della Calabria del Nord-Est, delle sue stratificazioni culturali, delle sue marginalità apparenti e delle sue ricchezze spesso invisibili.
Diari di Storia sarà un viaggio a tutto tondo: tra luoghi dimenticati, episodi rimossi, personaggi minori solo in apparenza, fatti di straordinario valore che non hanno trovato spazio nei manuali né nel racconto pubblico. Storie che, paradossalmente, non sono sconosciute soltanto al grande pubblico, ma spesso nemmeno a chi questo territorio lo abita ogni giorno.
Non si tratta di nostalgia, né di esercizio erudito. È, piuttosto, un cammino di consapevolezza. Un modo per rimettere in ordine le coordinate del nostro stare qui, per capire da dove veniamo e perché certi luoghi, certi nomi, certi eventi continuano a parlarci – anche quando abbiamo smesso di ascoltarli.
In un tempo che consuma tutto rapidamente, Diari di Storia sceglie la lentezza dello sguardo lungo. Racconta una Calabria diversa dagli stereotipi, restituisce profondità a un territorio meraviglioso che troppo spesso viene ridotto a superficie, cronaca o slogan.
Da domani, dunque, e poi con cadenza regolare, Mons. Renzo accompagnerà i lettori in questo attraversamento. Un appuntamento fisso, pensato per chi crede che conoscere la propria storia non sia un lusso, ma una necessità civile e culturale. Perché senza memoria non c’è identità, e senza identità non c’è futuro.