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L'Arberia protagonista in Kosovo: cultura, vino e spiritualità al Hardh Fest di Rahovec

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RAHOVEC (KOSOVO) – La Calabria arbëreshe ha partecipato al festival della vendemmia di Rahovec. Chiamato Hardh Fest, è uno degli eventi più significativi del Kosovo, unendo vitivinicoltura, gastronomia, musica e turismo.

La delegazione – guidata dal Console onorario Anna Madeo e composta da rappresentanti istituzionali, del mondo agricolo, culturale e religioso – ha preso parte all’apertura ufficiale insieme alle autorità kosovare.

Particolarmente significativa è stata la straordinaria accoglienza riservata dalla ministra dell’Industria, Rozeta Hajdari, che ha voluto sottolineare con parole e gesti la vicinanza tra Kosovo e Arbëria. La sua disponibilità, l’ascolto attento e la sincera cordialità hanno trasformato l’incontro in un segno concreto di amicizia e collaborazione. Una dimostrazione che la diplomazia, quando si intreccia con la cultura e con il cuore, può diventare un ponte solido tra popoli legati da una comune radice.

Gli incontri con i vignaioli locali hanno aperto la strada a possibili collaborazioni future: si spera che più produttori kosovari possano prendere parte, su invito del sindaco Antonio Pomillo, alla prossima edizione del Concorso Vini Arbëreshë organizzato dal Comune di Vaccarizzo Albanese (nella XX edizione del luglio scorso fu già presente la giovane cantina kosovara Sentona con splendidi vini) e che, allo stesso modo, una collettiva di cantine arbëreshë e calabresi possa tornare a Rahovec già nel 2026.

Il viaggio ha avuto anche un momento spirituale con la celebrazione di Madre Teresa a Pristina. La santa che ha reso universale la compassione viene percepita anche nella capitale kosovara come una luce che cammina tra la gente. Nel cuore di un viaggio di radici e vino, Madre Teresa è l’acqua limpida che purifica e disseta: ricorda a tutti una verità semplice, che ogni identità, per quanto antica, fiorisce solo se diventa servizio e amore.

Elia Hagi
Autore: Elia Hagi

Studia a Roma filosofia e teologia e comunicazioni sociali e oggi svolge a Vaccarizzo Albanese il suo ministero sacerdotale. Diventato sommelier, segue con passione la rinascita del vino calabrese con un particolare interesse rivolto ai vini identitari Arbëreshë.