14 minuti fa:Maltempo, la Regione Calabria approva la declaratoria: agricoltura in ginocchio dopo i due cicloni
2 ore fa:Sibari, Demma fa chiarezza «Nessuna emergenza, il Parco è al lavoro per tornare alla normalità»
1 ora fa:Prosegue nel segno dell'eccellenza l'ottava edizione di "Pollino in Classica"
3 ore fa:Il diritto incontra l’attualità: convegno nazionale sul lobbying al Castello di Morano Calabro
1 ora fa:DOSSIER SANITÀ | Quanto dista salvarsi nella Calabria del nord-est. Ospedali vicini ma lontani un'eternità
4 ore fa:Entrano tra fiamme e fumo e salvano una palazzina: due carabinieri eroi a Bocchigliero
5 ore fa:Scuola e inclusione, a Rossano nasce lo sportello per studenti con disabilità
44 minuti fa:Biagio Izzo torna al Troisi con la commedia "Troppo stressato"
2 ore fa:Tre anni dal crollo del viadotto Ortiano 2: l’affondo del gruppo “Per la Rinascita di Longobucco”
3 ore fa:Cassano Jonio, Premio Troccoli Magna Graecia: annunciati i vincitori, attesa per la cerimonia al teatro comunale

Il Liber Figurarum: la più bella opera di teologia figurale medioevale al mondo

1 minuti di lettura

Proseguiamo il nostro viaggio attraverso i Marcatori Identitari Distintivi della Calabria del nord-est, con la rubrica che per tutta l'estate, ogni domenica, ci porterà alla scoperta di luoghi, tradizioni e personalità di spicco.

Questa settimana andremo alla scoperta di un testo prezioso, i cui tre esemplari sono oggi custoditi ad Oxford, Reggio Emilia e Dresda.

Non esiste manoscritto più importante per complessità e originalità del pensiero. È considerato la più bella opera di teologia figurale al mondo. Il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore, realizzato nell’Abbazia di San Giovanni in Fiore, è un rarissimo capolavoro dalla ricca e preziosa raffigurazione simbolica, espressione visiva talmente magnifica da avere ispirato Michelangelo per la realizzazione delle geometrie della Cappella Sistina. Il Codice ebbe una importanza enorme per la cultura occidentale. La visione profetica dell’abate florense, la sete di rinnovamento impressionarono Dante, che cita “il calavrese abate Gioacchino di spirito profetico dotato” nel Paradiso e Cristoforo Colombo che lo ricorda nei suoi diari. *

Le “Figurae”, concepite e disegnate da Gioacchino da Fiore in tempi diversi, vennero esemplate e radunate nel Liber Figurarum nel periodo immediatamente successivo alla sua morte, avvenuta nel 1202. In esse è perfettamente illustrato il complesso ed originale pensiero profetico dell’abate florense, basato sulla teologia trinitaria della storia e sulla esegesi concordistica della Bibbia. L’opera ci rimane oggi in tre esemplari ben conservati: il codice di Oxford, il codice di Reggio Emilia e il codice di Dresda. Le riproduzioni consultabili sul sito del Centro Studi Gioacchimiti di sono tratte dal codice di Reggio Emilia, databile intorno alla metà del XIII° secolo. Più antico è il manoscritto di Oxford, prodotto dall’Officina scrittoria di un monastero calabrese, probabilmente l’abbazia di San Giovanni in Fiore, tra il 1200 e il 1230. **

La serie delle Figurae comprende: l’albero dei due avventi; l’albero-aquila del vecchio e del nuovo testamento; i cerchi trinitari; il nuovo ordine monastico; il salterio delle dieci corde; il drago dalle sette teste; le ruote di Ezechiele; il contrasto tra la chiesa cristiana e la Roma pagana; le sette età; la spirale liturgica; l’albero della Trinità; i due alberi concordistici.***

* Proposta ufficiale di mappatura del Mid della Calabria depositata alla Regione Calabria

** centrostudigioachimiti.it

*** blogcamminarenellastoria.wordpress.com/

 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.