11 ore fa:Cinghiali fuori controllo in Sila, l'allarme di Coldiretti: «A rischio la Patata della Sila IGP»
9 ore fa:Cariati, partiti i lavori sul Ponte Molinella: dopo anni di denunce si mette in sicurezza un tratto maledetto della Statale 106
10 ore fa:Mandatoriccio, Iozzi vince sul filo: dopo la parità perfetta diventa sindaco per 16 voti
9 ore fa:Castrovillari fa la storia: Anna De Gaio è la prima donna sindaco della città
10 ore fa:Strage di Amendolara, Occhiuto: «La Regione pagherà viaggio dei familiari e rimpatrio delle salme»
10 ore fa:Odissea 2000 inaugura la 32ª stagione: 87 giorni per cavalcare l'onda del divertimento
11 ore fa:Scuole chiuse e genitori in crisi: non è solo burnout, è incapacità di gestire il tempo dei figli
10 ore fa:Co-Ro, Frasso in Festa da record: oltre 5mila persone per Nino Fiorello
8 ore fa:Rossano, lo spettacolo delle Pigiessiadi 2026: oltre 800 giovani atleti al Villaggio Itaca Nausicaa
8 ore fa:Castrovillari, festa De Gaio e striscione nostalgico: il primo caso politico è già servito

Quasi 500mila reperti pronti a stupire: i magazzini del Parco Archeologico di Sibari sono uno scrigno di tesori

1 minuti di lettura

SIBARI - Circa 20mila cassette, quasi 500mila reperti – per la maggior parte ancora inediti – provenienti dall'area jonica della Calabria del Nord e da tutta la provincia di Cosenza: i magazzini del Parco sono uno scrigno, una "Riserva" di conoscenza, un deposito di storia e bellezza, il vero polmone della ricerca archeologica nella Sibaritide.

Dopo quasi un anno di studi preliminari, condotti in collaborazione con i giovani ricercatori dell'Imt Scuola Alti Studi di Lucca e dell'Università della Campania L. Vanvitelli, è entrato nel vivo il progetto di sistemazione dei depositi del Parco di Sibari.

Finalmente, quasi sette anni dopo la sua costruzione, il "nuovo" magazzino E14 posto alle spalle del Museo, si sta popolando e il suo ampio laboratorio, dotato di postazioni per la pulizia e la classificazione dei reperti, inizia finalmente a svolgere la sua funzione.

Il progetto, sotto la direzione scientifica del direttore del Parco di Sibari dottor Filippo Demma e dei professori Maria Luisa Catoni (Imt) e Carlo Rescigno (UniCampania), è coordinato da Camilla Brivio, direttrice del Laboratorio di Restauro e responsabile dell'area Valorizzazione del Parco, e Serena Guidone, ricercatrice Imt. Il lavoro di progettazione del database, che rende possibili le movimentazioni, è stato svolto in gran parte col supporto fondamentale della squadra che si occupa di progettare il sistema digitale del Parco.

Una innovazione che è anche collaborazione: circa l'11% dei reperti, infatti, non proviene dalla Sibaritide ed è di pertinenza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, che disporrà nelle riserve sibarite di uno spazio attrezzato e funzionale per lo studio e la catalogazione, e che continuerà a utilizzarne i magazzini come punto di riferimento per i reperti provenienti dagli scavi preventivi e dalle operazioni di tutela di tutta la provincia settentrionale di Cosenza.

A disposizione della Soprintendenza di Cosenza ci sarà anche il laboratorio di restauro del Parco e la collaborazione dello staff del Parco di Sibari per tutte le iniziative di valorizzazione che la Sabap intenderà intraprendere.

La chiusura della prima fase delle operazioni vedrà, a breve, l'apertura al pubblico del magazzino E14 oltre a una importante sorpresa per il pubblico che verrà resa nota nei prossimi giorni.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.