4 ore fa:Fisioterapisti idonei ASP Cosenza, l’appello: «Graduatoria a rischio scadenza, ora le assunzioni»
35 minuti fa:Frank Julian, dai Pink Floyd ai videogiochi: la musica diventa un universo da riscrivere
55 minuti fa:Caregiver, in Calabria circa 2,3 milioni: approvato lo schema di convenzione per gli Ambiti sociali
4 ore fa:Saracena, altri 150 mila euro per le strade rurali: finanziato il collegamento Salina–Piano di Praino
5 minuti fa:Dall’Andalusia a Buenos Aires: il SatorDuo porta a Corigliano-Rossano il dialogo tra violino e chitarra
1 ora fa:Umanamente ingiusto
2 ore fa:Stasi lascia i domiciliari, Ferrone (Cgil): «Un sospiro di sollievo per la città, resta la fiducia nella magistratura»
2 ore fa:Borghi da cartolina, servizi da incubo: la Calabria del nord-est che resta lontana da tutto
3 ore fa:Bocchigliero, la prevenzione avvicina le donne alla sanità: il bilancio di Susy Urso
3 ore fa:Antonio Sanzi premiato in Campidoglio: il valore di restare e curare in Calabria

Quasi 500mila reperti pronti a stupire: i magazzini del Parco Archeologico di Sibari sono uno scrigno di tesori

1 minuti di lettura

SIBARI - Circa 20mila cassette, quasi 500mila reperti – per la maggior parte ancora inediti – provenienti dall'area jonica della Calabria del Nord e da tutta la provincia di Cosenza: i magazzini del Parco sono uno scrigno, una "Riserva" di conoscenza, un deposito di storia e bellezza, il vero polmone della ricerca archeologica nella Sibaritide.

Dopo quasi un anno di studi preliminari, condotti in collaborazione con i giovani ricercatori dell'Imt Scuola Alti Studi di Lucca e dell'Università della Campania L. Vanvitelli, è entrato nel vivo il progetto di sistemazione dei depositi del Parco di Sibari.

Finalmente, quasi sette anni dopo la sua costruzione, il "nuovo" magazzino E14 posto alle spalle del Museo, si sta popolando e il suo ampio laboratorio, dotato di postazioni per la pulizia e la classificazione dei reperti, inizia finalmente a svolgere la sua funzione.

Il progetto, sotto la direzione scientifica del direttore del Parco di Sibari dottor Filippo Demma e dei professori Maria Luisa Catoni (Imt) e Carlo Rescigno (UniCampania), è coordinato da Camilla Brivio, direttrice del Laboratorio di Restauro e responsabile dell'area Valorizzazione del Parco, e Serena Guidone, ricercatrice Imt. Il lavoro di progettazione del database, che rende possibili le movimentazioni, è stato svolto in gran parte col supporto fondamentale della squadra che si occupa di progettare il sistema digitale del Parco.

Una innovazione che è anche collaborazione: circa l'11% dei reperti, infatti, non proviene dalla Sibaritide ed è di pertinenza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, che disporrà nelle riserve sibarite di uno spazio attrezzato e funzionale per lo studio e la catalogazione, e che continuerà a utilizzarne i magazzini come punto di riferimento per i reperti provenienti dagli scavi preventivi e dalle operazioni di tutela di tutta la provincia settentrionale di Cosenza.

A disposizione della Soprintendenza di Cosenza ci sarà anche il laboratorio di restauro del Parco e la collaborazione dello staff del Parco di Sibari per tutte le iniziative di valorizzazione che la Sabap intenderà intraprendere.

La chiusura della prima fase delle operazioni vedrà, a breve, l'apertura al pubblico del magazzino E14 oltre a una importante sorpresa per il pubblico che verrà resa nota nei prossimi giorni.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.