17 ore fa:Progetto Sibari, a Papasso il premio internazionale del Mediterraneo
12 ore fa:Tagliaferro e Amarelli insieme per un panettone in edizione limitata con i sapori della Sibaritide
12 ore fa:In ricordo di Armando Gammetta, il prof che amava la conoscenza, la cultura, il dialogo, la riflessione e l’ascolto
10 ore fa:Comunicazione da tifoserie
13 ore fa:La donna vittima e carnefice, custode e combattente della 'ndrangheta. Longobucco si apre alla cultura della consapevolezza - VIDEO
19 ore fa:Nell'Arbëria iniziano le celebrazioni per festeggiare l'indipendenza dell'Albania
18 ore fa:Vaccarizzo Albanese: scopriamone i riferimenti geografici, le origini e la demografia
10 ore fa:Colletta alimentare, il grande cuore di Castrovillari: raccolte oltre 5 tonnellate di alimenti
11 ore fa:L’Onda bianca all'istituto Wojtyla di Castrovillari contro la violenza verso le donne
19 ore fa:VOLLEY MASCHILE - Pallavolo Rossano padroneggia il campo: una vittoria senza discussione!

Pmi Day, Amarelli: «I giovani trovino il coraggio di investire sul territorio, c'è bisogno di imprese pulite»

2 minuti di lettura

CORIGLIANO - ROSSANO - Una visita guidata presso l’Amarelli con un confronto a tu per tu con l’amministratore dell’azienda Fortunato Amarelli, nonché presidente di Confindustria Cosenza. È questo il premio che il liceo scientifico Pitagora di Rende si è aggiudicato lo scorso 2021 vincendo il concorso regionale “latuaideadimpresa”  ma che ai tempi, causa Covid,  non ha potuto “ritirare”. Ebbene ieri, per giunta in occasione della giornata del PMI day (giornata della piccola e media impresa, ndr), i ragazzi hanno potuto visitare una realtà di grande importanza non solo a livello territoriale ma che rappresenta una punta di diamante per il Made in Italy nel mondo. Educare, aprire gli orizzonti degli studenti che formeranno la società di domani, indirizzarli e fare emergere le loro attitudini. “In una comunità che possa essere definita tale - ha detto con convinzione l’amministratore delegato dell’azienda e presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli - l’educazione dei giovani è dovere non soltanto dei genitori ma di tutti gli attori della comunità. C’è bisogno di seminare nei ragazzi qui in Calabria l’idea che il lavoro possa essere quello della propria impresa. Incoraggiarli ad investire su se stessi e sui propri sogni, seguendo il giusto percorso formativo per acquisire gli strumenti per fare bene, è un volano per la realizzazione dei giovani e per lo sviluppo dell’intero territorio. C’è bisogno di imprese pulite, garantiste e innervate sui principi dell’onestà”.  L’evento, si è inserito nell’ambito della XXI Settimana della Cultura d'Impresa e nella Settimana Europea delle PMI patrocinata dai Ministeri degli Affari Esteri e dell’Istruzione. Viva la partecipazione dei ragazzi del liceo Pitagora, attratti sia dalla procedura stessa della produzione della liquirizia che dal museo che racchiude una storia di oltre tre secoli, e che racconta passo dopo passo la crescita di una realtà dapprima proto industriale e poi leader mondiale del settore. La sua lungimiranza e la produzione incentrata sulla qualità e sull’innovazione, le hanno permesso di sopravvivere all’’undicesima generazione di famiglia e a trovare spazio tra le 48 fabbriche più antiche al mondo. “Aprire le proprie imprese, – ha continuato Fortunato Amarelli -  far conoscere il valore del lavoro delle persone che ne fanno parte, il legame con il territorio e la comunità in cui operano è di fondamentale importanza per i giovani che così possono toccare con mano la bellezza di intraprendere, di trasformare un’idea in progetto e un progetto in un risultato concreto, di raccogliere sfide, del mettersi in gioco, di migliorarsi anche sbagliando, di assumersi rischi e responsabilità anche oltre i cancelli dell’azienda, del saper fare insieme coinvolgendo le persone e valorizzandone abilità e competenze”. Un booster di fiducia che invita i nostri ragazzi a credere in sé stessi e a provare ad investire nella nostra Calabria.

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare