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“Amedeo Fusco racconta Frida Kahlo”: standing ovation per l'artista scalese

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SCALA COELI - La capacità istrionica di Amedeo Fusco, la magia della location (Cava Gonfalone – Ragusa) e la forza biografica, palpabile di Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, hanno suscitato una intensa emozione affettiva e commozione estetica tra il pubblico, che ha riempito tutti i posti disponibili, in una delle latomie nell’ipogeo ragusano.

Il “pathos” è stato il profumo che si è appiccicato sulla pelle di chi ha potuto assistere, il 24 luglio scorso, in prima nazionale, alla conferenza-spettacolo, progettato, diretto ed interpretato dallo scalese Amedeo Fusco.

Un “amarcord” quello di Amedeo che ritorna al suo primo amore artisitico, il teatro, dedicando la sua “piece” alla pittrice Frida Kahlo, l’artista messicana conosciuta in tutto il mondo non solo per le sue opere, ma anche per la sua vita stracolma di vicissitudini di ogni genere.

“Amedeo Fusco racconta Frida Kahlo”, ha subito vestito i colori del Messico, grazie all’esibizione del tenore Dario Adamo che ha aperto lo spettacolo con una canzone messicana, nonché a spot luminosi che riproducevano i colori della bandiera messicana, che facevano “en pendant” con quelli del nostro vessillo italico.

In un crescendo di emozioni, Amedeo ha raccontato il suo incontro “artistico” con Frida, il suo innammoramento per la prima donna latinoamericana - ritratta su un francobollo degli Stati Uniti - e lo ha fatto con un “timing” preciso ed impeccabile, esportando le sue vibrazioni nel pubblico che, con una “stading ovation” finale, ha certificato il meritato successo dell’artista calabrese.

Fusco, alla fine, ha ringraziato Dario Adamo ed il duo StraNia oltre al Cai e all’Args, il figlio Gilberto ed Isabella Maria B. per la grafica e le ricerche, e tutti, per aver condiviso questo momento della sua vita, molto particolare: «Viva la Vida!».

Virginia Diaco
Autore: Virginia Diaco

Studio materie umanistiche e amo scrivere. Ho ricevuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il V Premio Internazionale di poesia “Giovanni Bertacchi” con la poesia “Preghiera alla vita che toglie vita” e la Menzione della Giuria nella prima edizione del Concorso Letterario Internazionale “Il Viaggio” con la poesia “Consumato negli occhi”. Attraverso le parole esprimo il mio mondo, grazie ad esse conosco quello altrui. Lo scopo più forte che sento di avere è quello di rendere giustizia - quanto più possibile - alla bellezza, all’arte e alle vulnerabilità sociali.