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Tutti in piedi per Marco Ligabue e Andrea Barbi

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CORIGLIANO-ROSSANO - Tutte le famiglie felici sono felici allo stesso modo, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Questo è l’incipit di Anna Karenina di Tolstoj.

Permettetemi di fare qualche piccola modifica solo per adattarlo al contesto: ogni famiglia comune canta in coro, ma solo in una famiglia particolare due rocker cantano a modo loro.

La famiglia in questione porta un cognome che conosciamo tutti: Ligabue.

Inizia in famiglia la storia di “Salutami tuo fratello”, lo spettacolo teatrale di Marco Ligabue e Andrea Barbi, ispirato all’omonimo libro che porta la firma di Marco.

«Non volevo fare la classica presentazione in libreria, volevo qualcosa di diverso. Poi è arrivato Andrea con la proposta: “Ma perchè non lo portiamo in teatro?”»

In “Salutami tuo fratello” le storie di Marco e Andrea, ma anche di Luciano, del Tropical e dei lavori da buttadentro inventati solo per fratellanza, si intrecciano, creando un mosaico di ritratti umani, di luoghi che hanno un’anima e di attitudine, costanza e volontà.

Lo show che i due emiliani tirano su non è chiuso dentro le regole del teatro classico. Potrebbero essere in strada, con la chitarra che suona, la voce che riempie la via principale e la prima persona che si ferma, poi la seconda e la terza, poi dieci e via così fino a quando l’ultimo del gruppo si domanda cosa sta succedendo. Potrebbero essere in un locale d’altri tempi, di quelli che hanno i vinili conservati, i colori caldi, un microfono sempre pronto, dove ordini un bicchiere di vino che non conosci perché ti fidi dei proprietari che chiami per nome.

Sono in un teatro però e ci stanno benissimo.

Marco racconta e si racconta. Usa le parole, ma anche la chitarra. Non potrebbe essere diversamente perché i Ligabue non possono proprio star lontani dalla musica, partendo da mamma e papà che nella nebbia aprono il Tropical (ci vuole coerenza nel naming, direbbero ora i reparti di marketing!), fino ad arrivare a Luciano, per il quale non servono le mie parole.

Marco ripercorre il tempo della sua vita con ironia, scandendo i momenti in cui il fratello gioca il ruolo da fratello prima che da grande star.

Andrea tiene i fili della narrazione con una destrezza da professionista navigato. Non solo ha un timing perfetto, ma il suo ruolo è quello del narratore per definizione. Avete presente quel momento in cui nei film si spengono le luci in scena, il tempo si ferma e il personaggio principale parla con il pubblico? Ecco, è esattamente quella cosa, ma costruita per creare fluidità nel racconto.

Andrea rompe la quarta parete e instaura un rapporto con il pubblico. Sceglie sempre con saggezza dove mettere il focus. Allaccia gli uomini al tempo, dipinge il contesto, ricama con le parole.

Così la vecchia bici Bottecchia che Marco spinge a mano nell’ultimo tratto da Correggio a Toano, per conquistare il primo bacio, è la sineddoche ideale per raccontare l’Emilia Romagna.

L’estate che si insegue per quei cento o centocinquanta chilometri per vedere un pezzo piccolino di spiaggia riempirsi di gente, diventa il momento in cui si cresce, dove si annusano i primi amori.

E quando sei dentro, tra le battute in dialetto emiliano, le canzoni, i cappelletti in brodo, arriva la sliding doors. Marco racconta la sua esperienza musicale, dalle posizioni in classifica alla scelta di ripartire da solista. Se la vita è fatta di bivi, Marco sceglie la strada meno battuta, più tortuosa e sicuramente più difficile.

«Il successo di mio fratello non è mai stato un fardello, anzi noi ci siamo sempre supportati. Per me sostenere Luciano non è stato semplicemente aiutare un fratello, ma è stato davvero contribuire all’evoluzione di un talento. Ovviamente c’è anche l’altro lato della medaglia, qualche palo l’ho preso. Però alla fine dipende sempre dal coraggio che hai dalla grinta che ci metti quando fai le tue canzoni».

Sicuramente la scommessa fatta dall’Amministrazione Comunale, dalle Pro Loco di Corigliano e Rossano e dalla direzione artistica, nel portare in teatro uno show così particolare, è un scommessa vinta. Stasera va in scena la replica al Paolella, mentre oggi pomeriggio Marco Ligabue e Andrea Barbi hanno fatto tappa nello store di Perla di Calabria, per bere un drink del rinomato liquorificio di Corigliano-Rossano.

 

Andrea Costantino Levote
Autore: Andrea Costantino Levote

Andrea Costantino Levote nasce come giornalista sportivo. Frequenta il corso di Reporting alla Scuola Holden, ma si imbuca anche alle lezioni di Cinema e di digital marketing. Vince il Premio Phoebe di Scuola Holden con il teaser Democracia. Racconta i ritratti dei giornalisti sportivi che lo hanno ispirato nel podcast "I Cantastorie", all'interno del programma Eutropia su Spotify. Diventa CEO di Jugaad Produzioni e con il cortometraggio FAME vince diversi premi internazionali, oltre a una menzione speciale al festival Ermanno Olmi. Oggi è CEO e founder di DIEZ- CREATIVE AGENCY, agenzia di comunicazione con la quale racconta il talento, occupandosi del digital marketing di start-up e di imprese.