10 ore fa:Pollino e Sibaritide fanno rete nel gusto: a Civita il gemellaggio enogastronomico tra tre territori
13 ore fa:Librincantine debutta a Corigliano-Rossano: il 29 giugno la prima tappa della rassegna dedicata alla cultura calabrese
10 ore fa:Schiavonea ritrova la sua piazza: Santa Maria ad Nives diventa il nuovo cuore urbano della città
12 ore fa: Buono servizio contro la povertà: dalla Regione Calabria oltre 9,5 milioni per sostenere famiglie e persone fragili
13 ore fa:Territorio sotto pressione, Rapani: «Fatti inquietanti, porterò il caso nelle sedi competenti»
9 ore fa:Cassano, il Consiglio alle Grotte di Sant’Angelo: sul tavolo consulte, rottamazione e patrimonio comunale
14 ore fa:Longobucco, arrivano le nuove campate: al via il varo del Viadotto Ortiano II
8 ore fa:Incendio Boscarello, Straface: «Serve un’azione immediata contro degrado e marginalità
9 ore fa:Dateci lavoro (vero), del resto non sappiamo che farcene
12 ore fa:CISL Cosenza, si conclude il primo ciclo delle assemblee zonali: già pronti nuovi incontri sul territorio

La Calabria tra mito e soprannaturale in scena al Campania Teatro Festival 2021

1 minuti di lettura

NAPOLI - È in programma il 14 giugno nell’ambito della Sezione Osservatorio il debutto di “Calà - L’ultimo filo”, una scrittura scenica di Marco Ciconte e Giusy Mellace, che ha curato anche il progetto e la regia con Franco Eco.

Una performance teatrale tutta crotonese, che trae origine dalla leggenda mitica di una terra sorta a metà tra il Tirreno e lo Jonio. Una terra bellissima del cui fascino vennero a conoscenza popoli di Paesi lontani, intenzionati per questa ragione ad abitarla e impossessarsene, provocando così l’ira degli Dei.

Per tenere lontani gli usurpatori, le divinità chiesero allora alle Parche di tessere il filo del destino, in cui ogni filamento avrebbe rappresentato un ostacolo da superare. Nasce allora Calà, l’anima nera. L’unica salvezza per lei sarà quello del voto alla Madonna Nera, rito diffuso nei culti mariani dell’Italia meridionale, dove il pentimento figura come unica via per il perdono e il riscatto sociale.

Per recidere un’ultima volta il Filo del Male. Sullo sfondo di un paesaggio che richiama gli scenari del Sud Italia, si susseguono le vicende dei personaggi (interpretati da Erica Bianco e due attori da definire) in «un inno al coraggio di lottare, un’esortazione alla parola come denuncia della libertà negata fatta di legalità e giustizia», scrive nelle note di regia Giusy Mellace, Presidente dal 2014 dell’Associazione “Artea” di Crotone.

Sempre nella Sezione Osservatorio, debutterà il 2 luglio a Napoli lo spettacolo Vite di Ginius, scritto, diretto e interpretato da Max Mazzotta, produzione della Compagnia Libero Teatro con sede a Rende (Cosenza). Una tragicommedia ironica e romantica in versi e in prosa, dove l’anima del protagonista compie un viaggio karmico di purificazione e consapevolezza ripercorrendo l’esperienza delle vite incarnate con l’unico scopo di scoprire gli impedimenti che l’hanno costretta a dimenticare il passato.

L’anima di Ginius si ritrova nella barca di Caronte, ma fatica a ricordare. Con l’aiuto di una guida, per quattro volte si reincarnerà rivivendo il momento che più l’ha segnata. Storie che si collocano nell’arco di mille anni e prendono spunto da fatti di cronaca realmente accaduti in Italia in un testo che usa l’elemento metafisico e soprannaturale per affermare il valore dell’esistenza. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.