4 ore fa:Alla scoperta di Carta e Cartone: per la Paper Week Ecoross ha accolto 600 studenti
3 ore fa:Terranova da Sibari, Forza Italia si riorganizza: verso congresso e nuova guida locale
2 ore fa:La Vignetta dell'Eco
2 ore fa:Sanità, allarme PNRR: ritardi e fondi persi, Baldino: «Calabria caso emblematico»
1 ora fa:Altomonte, brunch del 1° maggio con prodotti a km0: evento per promuovere turismo e tradizione gastronomica
5 ore fa:La collaborazione tra I Belcastro & Fratelli Renzo conquista anche la Florida
5 minuti fa:Il Polo Magnolia porta i bambini allo stadio: progetto educativo su sport e rispetto delle regole
5 ore fa:Triplice fischio: tutto sul calcio da Corigliano-Rossano e dalla Sibaritide-Pollino
3 ore fa:Quanto pesa uno sguardo: a Corigliano un incontro per liberarsi dal giudizio sul corpo - VIDEO
4 ore fa:Persi 14 milioni per sanità: Tridico (M5S) denuncia stop alle Case di comunità

Cassano, furbetti del reddito di cittadinanza, sette denunciati

1 minuti di lettura

CASSANO ALL’IONIO - I Carabinieri della Stazione di Cassano all’Ionio a seguito di una serie di mirati accertamenti hanno diramato una nota stampa in cui comunicano che «sette soggetti, residenti in Calabria e Campania, sono stati denunciati perché ritenuti responsabili di false dichiarazioni e false attestazioni ai fini della percezione del reddito di cittadinanza, in violazione delle normative di cui al Decreto Legge n. 4/2019 nonché truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche».

«Nello specifico – proseguono - cinque soggetti di nazionalità italiana e in attesa di occupazione, avrebbero fornito false attestazioni omettendo di comunicare lo stato detentivo dei relativi componenti del nucleo familiare- ristretti presso la Comunità Terapeutica “Il Mandorlo” di Cassano all’Ionio- all’atto della presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.). Altri due soggetti avrebbero invece fornito false attestazioni omettendo di comunicare il proprio stato detentivo».

E concludono: «L’attività investigativa intrapresa dai militari operanti, ha consentito di ricostruire, a livello di gravità indiziaria ed in attesa dei successivi sviluppi, attesa l’attuale fase di svolgimento delle indagini preliminari, l’indebita percezione degli emolumenti in questione, il cui totale complessivo ammonta a più di 62.000 euro, per i quali l’ente previdenziale provvederà alla sospensione, revoca dell’erogazione del sussidio e recupero delle somme indebitamente accreditate. Comportamenti ricostruiti a livello di elevata probabilità e che si sarebbero sostanziati in un complesso di false attestazioni finalizzate all’ottenimento del beneficio economico».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.