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Cosa potrebbe succedere in futuro? L'ombra del commissariamento

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Di SERAFINO CARUSO E se il TAR dovesse accogliere il ricorso di Flavio Stasi avverso il risultato uscito dal primo turno delle elezioni comunali? Be’, certamente la tenuta della nuova amministrazione targata Stefano Mascaro sarebbe in pericolo. Anzi, ci sarebbe la concreta possibilità di doversi recare nuovamente alle urne. Seppur ci sarà da considerare, se questa possibilità dovesse concretizzarsi, l’appello al Consiglio di Stato. Ma prima di azzardare qualsiasi ipotesi, bisogna far lavorare la magistratura. Intanto, aspettiamo che #RossanoPulita presenti davvero il ricorso. I presupposti, assicurano i legali a cui Flavio Stasi in prima persona si è rivolto, ci sono tutti. Sia quelli per presentare ricorso che, naturalmente, quelli per poterlo vedere accolto. Se ci sono state operazioni illecite presso i seggi, sarà accertato. L’entourage di Rapani, invece, potrebbe presentare ricorso al TAR per la faccenda relativa all’autenticazione delle firme per la presentazione delle liste di consiglieri a supporto di Stefano Mascaro. Prima del voto, infatti, il ricorso presentato alla commissione elettorale circondariale non è stato preso in considerazione dalla stessa per “non competenza” a procedere. Chissà se Rapani, adesso che la vittoria gli è sfuggita per soli 62 voti, vorrà riproporlo, questa volta al Tribunale Amministrativo Regionale. Sulla nuova amministrazione Mascaro incombono tali possibili pericoli. Vedremo se i giudici amministrativi, sempre che i ricorsi verranno presentati nei termini stabiliti, vi ravviseranno elementi per emettere giudizi negativi in merito.     Ricorso al TAR: come, quando e dove presentarlo Il contenzioso elettorale è materia disciplinata dal Titolo VI del codice del processo amministrativo. Contro il giudizio elettorale è possibile proporre ricorso, che deve essere redatto con motivi specifici che saranno esaminati dal giudice. Il termine per ricorrere è di 30 giorni e decorre dalla proclamazione degli eletti. Entro tale termine, il ricorso deve essere depositato nella segreteria del TAR competente. A seguito del deposito, il Presidente fissa l’udienza di discussione con proprio decreto, che il ricorrente dovrà notificare unitamente al ricorso agli eventuali controinteressati. Il ricorrente può dedurre motivi aggiunti nel caso in cui emergano ulteriori vizi del procedimento nel corso dell’istruttoria. Il giudizio elettorale è caratterizzato da una forte incisività dei poteri del giudice il quale può infatti modificare l’esito delle elezioni. Se non vi è la necessità di ulteriore istruttoria al termine della discussione, il Tribunale decide direttamente la causa dando immediata lettura del dispositivo che nel caso di accoglimento del ricorso contiene la correzione del risultato elettorale. Contro la sentenza di primo grado, è possibile fare ricorso al Consiglio di Stato entro 20 giorni dalla notifica della sentenza di primo grado o, se non notificata, entro 6 mesi dal deposito in segreteria. Entro 10 giorni dall’ultima notifica, il ricorrente deve depositare presso la segreteria del TAR il ricorso con la relata di notifica, il verbale di proclamazione degli eletti ed eventuali altri documenti a sostegno del ricorso, la prova della propria legittimazione. I controinteressati, invece, devono entro 15 giorni dalla notificazione depositare le proprie controdeduzioni.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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