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Chiude anche neurologia? E quando ci ribelliamo?

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di SERAFINO CARUSO Vogliono chiudere anche il reparto di Neurologia dell'ospedale "G. Compagna" di Corigliano. E di cosa ci meravigliamo? Di nulla. Ormai in questo territorio, diventato terra di conquista per politici mangiapane a tradimento, tutto è lecito. Che ci siano queste spinte centrifughe atte a voler destabilizzare, o meglio annullare, i servizi di questa importante area della Calabria, non è, infatti, una novità. Hanno iniziato prima boicottando (parliamo degli anni '80 e '90) la proposta di istituire la Provincia Corigliano-Rossano. In favore di una inconsistente proposta con capoluogo Sibari. Eravamo scettici. E i fatti ci hanno dato ragione, vista la fine che ha fatto quel progetto di legge. Una proposta che aveva ricevuto anche le delibere dei vari consigli comunali ricadenti in quel progetto di Provincia. Niente. Alla fine diventò Provincia addirittura Vibo Valentia! Rendiamoci conto. Mentre quella di Cosenza, che con 155 Comuni e grande quanto tutta la Regione Liguria, non è stata proprio toccata. Poi hanno proseguito con la chiusura delle stazioni ferroviarie e la cancellazione dei treni a lunga percorrenza. E arriviamo ai giorni nostri. Chiusura del Tribunale di Rossano, con contestuale accorpamento a quello di Castrovillari. Le conseguenze le conosciamo benissimo. Con violazione di almeno dieci articoli della Costituzione italiana e l'avallo della Corte Costituzionale. Poi la sanità: chiusi gli ospedali di Trebisacce e Cariati. Depotenziati all'inverosimile quelli di Corigliano e Rossano. Vie di comunicazione fatiscenti. Tentativo di chiudere perfino l'Inps. Intrusione di Cassano nel progetto di Fusione Corigliano-Rossano. E fin qui, nulla da eccepire. Quel che lascia quantomeno perplessi è l'atteggiamento del Sindaco di Corigliano, Geraci. Che, seppur in coerenza con quanto scritto nella delibera approvata dal proprio Consiglio, accoglie quanto vorrebbe fare Papasso. Rallentando, di fatto, il progetto Fusione delle due grandi città dello Jonio. Insomma, gli "ingredienti" ci sono tutti.
IL POPOLO SI RIBELLI ADESSO O MAI PIU'
La regia di tutta questa operazione vuole annullare questa futura città. A vantaggio di chi? Lo abbiamo capito. Ci vogliono far trasferire tutti in montagna... Adesso due sono le cose rimaste alla popolazione di Corigliano e Rossano: o soccombere o reagire. La prima opzione è quella fatta fino adesso. Tranne qualche timida protesta nei giorni della chiusura del Tribunale. E allora, se davvero vogliamo cambiare le cose, bisogna reagire. Ma questa volta o lo si fa in maniera drastica o è meglio starsene fermi e continuare a morire giorno per giorno. Noi, invece, proponiamo di indire una grande manifestazione di protesta. Ma permanente. Blocchiamo tutto. Blocchiamo la statale jonica, o l'autostrada Salerno-Reggio, così come fecero i lucani a Scanzano qualche anno fa per la vicenda delle scorie radioattive. Una popolazione intera per giorni e notti ha paralizzato il Sud Italia. E alla fine l'ha spuntata. O facciamo così o moriremo. La scelta, adesso, è nelle nostre mani. Di noi cittadini. Della società civile. Senza politici e sindacati. Che hanno totalmente disatteso ogni speranza. Inutile continuare a delegare. Questa volta dobbiamo essere noi ad alzare forte la voce. Finché non ci ascolteranno. Se Corigliano vorrà aderire, bene. Altrimenti si svegli almeno il popolo rossanese. Ma confidiamo, e lo faremo fino alla fine, nell'unità di coriglianesi e rossanesi.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.