Ex centrale Enel di Cutura, attiva la demolizione delle ciminiere: prima torre giù entro febbraio 2027
Dopo i ritardi causati dal ritrovamento di amianto, protrattisi oltre le stime iniziali, il cantiere è entrato nella fase più delicata. Uiltec Calabria: «In corso la rimozione del rivestimento refrattario, poi partirà l'abbattimento della parte superiore»
CORIGLIANO-ROSSANO – Non sono ferme. Anzi, i lavori procedono, ma secondo un cronoprogramma completamente rivisto rispetto alle previsioni iniziali. La demolizione della prima delle due storiche ciminiere dell'ex centrale Enel di contrada Cutura è ormai entrata nella fase più complessa dell'intervento, quella che riguarda la rimozione del rivestimento refrattario interno, passaggio indispensabile prima di affrontare l'abbattimento della parte superiore della struttura.
Negli ultimi mesi la vicenda aveva alimentato interrogativi e polemiche. A maggio 2025, infatti, era emerso come il rinvenimento di quantitativi di amianto superiori a quelli inizialmente stimati avesse costretto Enel a rivedere il progetto esecutivo e ad affrontare nuove valutazioni tecniche, con inevitabili ripercussioni sui tempi dell'opera. La questione aveva acceso il dibattito anche sui costi – inevitabilmente lievitati - necessari per completare l'intervento, mentre la società aveva precisato che tutte le attività di bonifica sarebbero rimaste interamente a proprio carico e sarebbero state svolte nel pieno rispetto delle normative sulla sicurezza.
Ma oggi pare arrivano rassicurazioni sulla prosecuzione dei lavori di demolizione. A confermare lo stato di avanzamento del cantiere è Vincenzo Celi, segretario generale della Uiltec Calabria: «In questo momento - spiega - è in corso la demolizione della parte refrattaria della prima ciminiera. Una volta completata questa fase si passerà alla demolizione della parte superiore della struttura». Proprio per la complessità di queste lavorazioni, la conclusione della demolizione della prima ciminiera è oggi prevista per febbraio 2027.
Ed è proprio la fase in corso quella tecnicamente più impegnativa dell'intero cantiere. Nella parte interna della torre, infatti, sono presenti materiali che richiedono procedure di rimozione altamente specialistiche, con sistemi di confinamento e demolizione progettati per garantire la massima sicurezza degli operatori e dell'ambiente circostante.
Per questo motivo il cronoprogramma è stato ulteriormente aggiornato: la demolizione della prima ciminiera dovrebbe concludersi entro febbraio 2027, una scadenza che supera di diversi mesi le previsioni originarie ma che riflette la complessità di un intervento praticamente unico nel panorama nazionale.
Le due torri, alte circa 200 metri, rappresentano l'ultimo grande simbolo dell'ex centrale termoelettrica che per quasi mezzo secolo ha caratterizzato lo skyline della Sibaritide. La loro demolizione avviene con la tecnica "top down", dall'alto verso il basso, utilizzando una piattaforma sospesa che consente di smontare progressivamente la struttura facendo ricadere i materiali all'interno della canna del camino, limitando così dispersioni e rischi operativi.
L'intervento, dunque, prosegue senza interruzioni ma con tempi necessariamente più lunghi rispetto alle attese. L'obiettivo rimane quello di completare un'opera di demolizione e bonifica che costituisce uno dei passaggi più significativi del processo di dismissione dell'ex centrale Enel di contrada Cutura, destinata a cambiare definitivamente il paesaggio della costa jonica.