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Cupone vietato alle mountain bike: sette sentieri, sette divieti. E tra i bikers scoppia la protesta

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CAMIGLIATELLO SILANO – Sette sentieri, sette divieti. Al Centro Visita Cupone, nel cuore del Parco Nazionale della Sila, per chi arriva in mountain bike il percorso finirebbe praticamente all’ingresso: nessuno dei sentieri presenti nell’area sarebbe oggi accessibile alle biciclette.

Una scelta che sta provocando malumori tra gli appassionati e che apre una questione più ampia sul rapporto tra tutela, sicurezza e turismo outdoor in uno dei luoghi più frequentati dell’altopiano silano.

Secondo quanto viene riferito, il provvedimento sarebbe stato disposto dal comandante del Reparto Biodiversità di Cosenza dei Carabinieri Forestali, che gestisce e coordina le attività e le strutture demaniali del Centro Visita.

La motivazione sarebbe legata alla necessità di evitare possibili interferenze tra biciclette e visitatori, soprattutto lungo i percorsi utilizzati per raggiungere i recinti faunistici.

La tutela dei visitatori non è naturalmente in discussione. Il punto sollevato dai bikers è un altro: era necessario chiudere alle biciclette tutti e sette i sentieri?

Per anni mountain bike ed escursionisti avrebbero condiviso quei percorsi senza che emergessero, almeno secondo quanto riferito dagli appassionati, particolari criticità tali da rendere inevitabile un divieto generalizzato.

La convivenza si è fondata sulla regola più elementare di qualsiasi sentiero condiviso: prudenza, velocità adeguata, precedenza a chi procede a piedi e rispetto reciproco.

Nessuno, del resto, propone di trasformare Cupone in un circuito da downhill. Né viene messa in discussione la necessità di proteggere famiglie, bambini, escursionisti e visitatori delle aree faunistiche. La domanda è se, tra il libero accesso senza regole e il divieto assoluto, non possa esistere una soluzione intermedia.

C’è poi un elemento che rende la vicenda ancora più singolare.

Secondo le segnalazioni raccolte, alcuni degli stessi sentieri potrebbero essere imboccati dal versante opposto senza che lì sia presente un’analoga segnaletica di divieto. Se confermata, sarebbe una contraddizione non secondaria: il percorso sarebbe vietato entrando dal Centro Visita ma non altrettanto chiaramente interdetto arrivando da un altro accesso.

Un aspetto che meriterebbe quantomeno un chiarimento, anche per evitare comportamenti involontariamente difformi da parte degli utenti.

La questione assume un peso particolare proprio per il luogo in cui nasce.

L’altopiano silano dispone di una vastissima rete sentieristica, frequentata anche da ciclisti e appassionati di mountain bike. Il turismo in bicicletta è ormai una delle modalità attraverso le quali boschi, borghi e paesaggi montani vengono scoperti e vissuti.

Per questo il messaggio che rischia di passare appare contraddittorio: mentre la Sila prova a proporsi sempre di più come destinazione naturalistica e sportiva, uno dei suoi luoghi simbolo chiude completamente alle mountain bike.

Proteggere la biodiversità e garantire la sicurezza sono priorità indiscutibili. Ma proprio per questo sarebbe utile capire quali siano le nuove criticità che avrebbero reso necessario superare un modello di convivenza utilizzato fino ad oggi.

Le alternative, almeno in teoria, non mancherebbero: limiti di velocità, obbligo di dare precedenza ai pedoni, tratti condivisi e altri riservati agli escursionisti, fasce orarie o una migliore segnaletica.

Soluzioni che potrebbero contemperare le esigenze di tutti senza mettere in discussione né la sicurezza né la vocazione naturalistica del Centro Visita.

La domanda che rimane aperta, dunque, non è se Cupone debba essere tutelato. Su questo non può esserci discussione.

La domanda è un’altra: tutelare significa necessariamente vietare?

Perché in un Parco che vuole attrarre un turismo lento, sostenibile e immerso nella natura, trasformare la bicicletta da alleata a presenza indesiderata rischia di sembrare quantomeno un controsenso.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.