Corigliano-Rossano prova il salto elettrico: 20 aree per una nuova rete Fast e Ultra Fast
Il Comune prepara l’avviso per affidare ai privati installazione e gestione delle colonnine. Un mese fa l’Eco aveva fotografato il paradosso: città prima nel Nord-Est per punti di ricarica, ma con appena 2 Fast e nessuna HPC o Ultra-fast
CORIGLIANO-ROSSANO – Non tanto più colonnine, ma colonnine finalmente veloci e distribuite su un territorio enorme. È questo l’elemento più interessante dell’avviso che il Comune di Corigliano-Rossano si prepara a pubblicare per realizzare una rete di ricarica elettrica su 20 aree della città, coinvolgendo operatori privati che dovranno sostenere integralmente progettazione, installazione, allacciamento, manutenzione e gestione.
L’annuncio arriva a poca distanza dalla ricognizione con cui Eco dello Jonio aveva provato a misurare lo stato reale della mobilità elettrica nei 58 comuni della Calabria nord-est. La fotografia della Piattaforma Unica Nazionale mostrava appena 148 punti di ricarica pubblici in 19 comuni su 58, lasciandone 39 completamente scoperti. Corigliano-Rossano risultava prima per numero complessivo con 19 EVSE, ma il primato nascondeva un limite evidente: 13 Quick, 4 Slow, soltanto 2 Fast e nessuna infrastruttura HPC o Ultra-fast.
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È proprio su questo deficit tecnologico che il nuovo avviso sembra voler intervenire. Il Comune prevede infatti espressamente sistemi Fast, Ultra Fast e High Power Charging, accessibili 24 ore su 24 e sette giorni su sette, con pagamento utilizzabile anche dagli utenti occasionali e gestione da remoto. Se il programma arriverà concretamente a terra, quindi, Corigliano-Rossano potrebbe passare da una rete numericamente consistente ma prevalentemente lenta a una dotazione molto più adatta anche a chi attraversa la città durante un viaggio.
Le 20 aree preliminarmente individuate provano soprattutto a rispondere a un altro problema: la distribuzione territoriale.
Le localizzazioni indicate dal Comune attraversano le zone turistiche di Fossa, Seggio, Galderate, Momena e viale Mediterraneo, sul versante di Rossano, e Pirro Malena, Fabrizio Grande, Schiavonea e Mercato Ittico sul versante di Corigliano. Sono previste postazioni anche nelle contrade di Piragineti, Donnanna, Cantinella e Villaggio Frassa, in prossimità degli ospedali Nicola Giannettasio e Guido Compagna, dei cimiteri e di altri punti considerati strategici.
Non sono però ancora collocazioni definitive: saranno i sopralluoghi con gli operatori selezionati a stabilire dove tecnicamente potranno essere installate le infrastrutture.
E c’è una distinzione importante: 20 aree non significa automaticamente 20 nuove colonnine né 20 nuovi punti di ricarica. Il numero effettivo delle infrastrutture dipenderà dalle proposte degli operatori e dalla successiva fase realizzativa.
La necessità di allargare la rete cittadina era stata sollevata pubblicamente già nel marzo 2025 dal consigliere comunale di maggioranza Salvatore Tavernise, che chiedeva più infrastrutture e suggeriva di utilizzarle anche come servizio aggiuntivo nei centri storici e nelle strategie di attrazione turistica.
Oggi l’Amministrazione prova a tradurre quel tema in un modello preciso: spazi pubblici concessi per dieci anni, eventualmente rinnovabili, ma investimento interamente privato. Il Comune non sosterrà quindi i costi delle infrastrutture, mentre dovrà mettere a disposizione le aree e regolamentare gli stalli per garantirne l’utilizzo e la rotazione.
Nella selezione saranno premiati anche i tempi più rapidi di attivazione, l’alimentazione con energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili e le proposte capaci di garantire una maggiore diffusione territoriale.
Gli operatori interessati avranno tempo fino alle ore 12 del 15 settembre 2026 per presentare la manifestazione di interesse via Pec.
L’avviso, da solo, non modifica ancora la rete cittadina. È l’inizio di una procedura e sarà necessario vedere quanti operatori parteciperanno, quante delle 20 aree verranno effettivamente attrezzate, con quali potenze e soprattutto in quali tempi.
Ma la direzione scelta intercetta esattamente il limite che emergeva dalla nostra inchiesta di luglio. Corigliano-Rossano aveva già più punti pubblici di qualsiasi altro comune del Nord-Est, ma sul terreno della ricarica ad alta potenza veniva nettamente superata da realtà come Cassano all’Ionio e Crosia, che concentravano da sole tutti i dieci punti HPC censiti nell’area.
Adesso la città prova quindi a fare un salto di qualità, più che soltanto di quantità.
E per un territorio vastissimo, con due grandi aree urbane, decine di contrade, 31 chilometri di costa, ospedali e importanti flussi turistici, probabilmente era proprio questo il passaggio che mancava: non soltanto trovare una presa, ma trovarla dove serve e senza dover lasciare l’auto ferma per ore.