Corigliano-Rossano guarda sotto il mare: a Fossa il Blue Hole italiano può diventare un polo dell’apnea
Una depressione sottomarina profonda 240 metri, a poche decine di metri dalla costa, rilancia Contrada Fossa oltre le spiagge. Mogavero e Zanaga: «Qui può nascere un polo per apnea profonda e sport acquatici»
CORIGLIANO-ROSSANO – Non solo spiagge, Bandiera Blu e turismo balneare. Il mare di Corigliano-Rossano prova adesso a giocare una partita anche sotto la superficie, puntando su una peculiarità dei fondali davanti a Contrada Fossa che, secondo quanto illustrato durante la XIX edizione di Fossa in Festa, potrebbe trasformarsi in una vera risorsa per l’apnea sportiva e il turismo legato al mare.
Il protagonista è quello che viene definito “Blue Hole italiano”: una particolare depressione sottomarina che raggiungerebbe circa 240 metri di profondità a poche decine di metri dalla costa. Un sito individuato nel 2018 dall’apneista e atleta della Nazionale italiana Antonio Mogavero e successivamente esplorato insieme a Paola Zanaga, campionessa italiana 2026.
Da peculiarità naturale a opportunità sportiva
La conformazione batimetrica dell’area renderebbe Contrada Fossa particolarmente interessante per la pratica dell’apnea profonda, consentendo di raggiungere elevate profondità senza doversi allontanare molto dalla riva.
È questo il potenziale raccontato il 12 agosto durante Fossa in Festa, manifestazione organizzata dall’Associazione Santissimo Crocifisso, presieduta da Giovanni Tarantino. Mogavero e Zanaga hanno illustrato caratteristiche e possibilità sportive del sito, indicando una prospettiva precisa.
«L’obiettivo è quello di costruire, con il coinvolgimento delle istituzioni, un vero polo dedicato all’apnea profonda e agli sport acquatici, capace di ospitare eventi sportivi e atleti provenienti dall’Italia e dall’estero», hanno spiegato i due atleti.
«Una risorsa che dobbiamo saper valorizzare»
Il passaggio interessante è proprio questo: trasformare una particolarità naturale in progetto territoriale, evitando che rimanga soltanto una curiosità conosciuta dagli appassionati.
«La Fossa, il Blue Hole Italiano, non è soltanto un luogo dove immergersi – ha sottolineato Giuseppe Fazio, moderatore dell’incontro –. È una risorsa del territorio, una parte della nostra identità e un’opportunità che oggi dobbiamo avere la capacità di valorizzare».
Il tema si inserisce in una stagione nella quale Corigliano-Rossano può contare su due Bandiere Blu, con il riconoscimento assegnato al tratto Schiavonea-Palmeto che si aggiunge a quello di Lido Sant’Angelo. Nel racconto promosso dagli organizzatori, la sfida diventa allora allargare l’idea stessa di risorsa marina: non soltanto qualità delle acque e spiagge, ma sport, fondali e turismo esperienziale.
La sfida adesso è costruire il progetto
Perché il “Blue Hole italiano” diventi davvero un attrattore nazionale o internazionale, naturalmente, non basta assegnargli un nome. Servirebbero un percorso strutturato, verifiche e conoscenza scientifica del sito, servizi per gli atleti, sicurezza e soprattutto il coinvolgimento delle istituzioni e degli organismi competenti.
È qui che la proposta lanciata da Fossa prova a fare il salto: dalla scoperta alla valorizzazione.
E per un borgo marinaro che cerca nuove occasioni di rilancio, avere davanti alla propria costa un fondale capace di richiamare il mondo dell’apnea può diventare qualcosa di più di una suggestione. A condizione che quella profondità, oltre a essere misurata in metri, venga trasformata in una strategia concreta di sport e turismo.