Schiavonea ancora sotto attacco del meteo: un nuovo maltempo riapre l’emergenza allagamenti
Piogge abbondanti, mare agitato e canali in sofferenza: tornano i disagi sul lungomare e in Contrada Fabrizio. Decisive le pompe di sollevamento della nuova raccolta acque in un’area depressionaria strutturalmente fragile
CORIGLIANO-ROSSANO - Le abbondanti precipitazioni cadute nella notte tra sabato e domenica hanno nuovamente messo in difficoltà il borgo marinaro di Schiavonea, riportando alla ribalta criticità ormai croniche. Nella giornata successiva al maltempo si sono registrati disagi alla circolazione, con allagamenti e ristagni d’acqua concentrati nelle aree storicamente più fragili.
Subito dopo l’emergenza si è resa necessaria l’attivazione delle pompe di sollevamento della nuova raccolta acque, un passaggio cruciale considerando che Schiavonea insiste su un’area depressionaria al di sotto del livello del mare. Le pompe sono ancora in funzione, ma con alimentazione temporanea - come ha ricordato il sindaco Stasi - in attesa dell’allaccio definitivo. Un dettaglio tutt’altro che secondario: in un contesto simile, la rapidità e la continuità del sollevamento fanno la differenza tra deflusso controllato e allagamenti diffusi.
Le zone più colpite restano il lungomare e Contrada Fabrizio. In alcuni tratti del litorale si è formata una vera e propria “piscina” sulla spiaggia e solo per pochi centimetri l’acqua non ha invaso completamente la sede stradale. Segno evidente di un equilibrio estremamente precario, che basta poco a rompere.
A complicare ulteriormente il quadro è stato il mare agitato: il vento ha spinto l’acqua verso terra in più punti, soprattutto tra Fabrizio e Pirro Malena, aumentando la pressione su un sistema di smaltimento già sotto stress.
Sotto osservazione anche i canali consortili Salice, Missionante e Fabrizio, che durante le fasi più intense della perturbazione hanno generato apprensione. È in corso un contatto costante con il Consorzio di Bonifica per interventi sulle foci e l’abbassamento dei livelli idrici, ma resta centrale il tema della manutenzione ordinaria e programmata degli alvei.
Sul territorio si è registrata anche la presenza della Polizia Municipale, impegnata a presidiare le strade maggiormente allagate per impedirne l’accesso ai veicoli e ridurre i rischi.
Quanto accaduto conferma, ancora una volta, che non si tratta di episodi isolati. In un’area che vive stabilmente sotto il livello del mare, l’emergenza non può essere l’unica risposta: serve una strategia strutturale e preventiva, capace di reggere anche agli eventi meteorologici più intensi, che ormai non possono più essere considerati eccezionali.