Sicurezza urbana a Schiavonea: il PD di Co-Ro interviene su integrazione e ruolo delle istituzioni
La presa di posizione del Partito Democratico di Corigliano-Rossano sui recenti episodi di violenza e degrado in città. La manifestazione annunciata a Schiavonea su sicurezza e inclusione. Il valore della convivenza e del lavoro dei migranti. Le richieste al Comune e agli altri livelli istituzionali: presidio del territorio, contrasto all’illegalità, politiche abitative e integrazione sociale
CORIGLIANO-ROSSANO - «Le vicende delle ultime settimane hanno generato una preoccupazione reale in tutta la città di Corigliano-Rossano. Episodi di violenza e di degrado si sono verificati nelle diverse aree urbane, da Corigliano a Rossano. A Schiavonea questa preoccupazione è oggi più evidente e più sentita, anche per il ruolo che la frazione svolge nella vita sociale ed economica della città. La sicurezza delle persone e la serenità della vita quotidiana non sono temi secondari. Sono diritti». Lo dichiarano in una nota Franco Madeo e Pino Le Fosse,
La nostra città conosce da tempo la complessità dei fenomeni migratori e ha saputo affrontarla senza cedere a letture semplicistiche o a luoghi comuni. La presenza di lavoratori migranti ha contribuito negli anni a sostenere e rafforzare l’economia locale, a partire dall’agricoltura ma anche in altri settori, colmando vuoti di manodopera e garantendo continuità a molte attività produttive. Questa convivenza non è stata sempre semplice, ma ha prodotto integrazione, lavoro e valore per il territorio. È una parte importante della nostra storia recente che non va dimenticata proprio nei momenti difficili. La manifestazione annunciata per domenica 8 febbraio a Schiavonea parla già nel suo titolo di sicurezza e inclusione. È un richiamo chiaro e impegnativo. Proprio per questo va vissuta e rappresentata come una mobilitazione civile per la sicurezza di tutti, senza che possa essere letta o strumentalizzata come una manifestazione contro i migranti. La richiesta di sicurezza non può e non deve trasformarsi in contrapposizione tra persone o comunità. Sicurezza e inclusione non si escludono. Chiedere più sicurezza è legittimo. Difendere l’integrazione è necessario. Nessuna delle due può vivere senza l’altra. La sicurezza dei cittadini e il contrasto alla violenza non sono un tema che riguarda solo i migranti. Riguardano l’intera comunità e si costruiscono contrastando la criminalità in tutte le sue forme, che nel nostro territorio incide sulla qualità della vita, sull’economia sana e sulla coesione sociale. Per questo servono una presenza costante dello Stato, controlli mirati e un lavoro continuo di prevenzione. Non serve la militarizzazione del territorio, che può dare un segnale immediato ma non risolve le cause dei problemi e rischia di trasmettere un’idea di emergenza permanente. Serve invece un controllo serio, continuativo e proporzionato. Allo stesso tempo vanno affrontate le radici delle tensioni: precarietà abitativa, affitti irregolari, lavoro nero, marginalità. Ignorarle significa spostare il problema, non risolverlo. In questa fase il ruolo delle istituzioni è decisivo. In primo luogo quello del Comune, chiamato a farsi promotore di un’azione di governo che vada oltre l’emergenza e oltre i limiti delle sole competenze ordinarie, attivando progetti, strumenti e risorse in collaborazione con Prefettura, Regione e Stato. Solo così è possibile garantire sicurezza, integrazione e coesione sociale in modo duraturo. Il Partito Democratico di Corigliano-Rossano chiede scelte concrete e continuative, non interventi spot. In particolare: presidio costante del territorio e coordinamento reale tra istituzioni; contrasto strutturale alla criminalità e all’illegalità diffusa; controlli su affitti irregolari e sovraffollamento abitativo; contrasto allo sfruttamento lavorativo; mediazione culturale e coinvolgimento delle comunità straniere responsabili; confronto stabile con cittadini e operatori economici. Servono politiche che durino nel tempo. Non misure simboliche. Non risposte di pancia. Non bisogna dividere la città. Bisogna governare i fenomeni. Corigliano-Rossano ha già dimostrato di saper reagire con equilibrio. Può farlo anche oggi. Corigliano-Rossano può trasformare una fase difficile in un momento di crescita civile. Ci siamo riusciti in passato, possiamo farlo di nuovo. Con realismo, umanità e responsabilità pubblica.