Stranieri senza controllo, Schiavonea si prepara alla protesta pacifica
Il clima di insicurezza a Schiavonea, il racconto degli episodi delle ultime settimane, il dibattito tra cittadini e sui social, le criticità legate alla gestione del territorio e l’ipotesi di una manifestazione pubblica con richieste formali alle istituzioni competenti
CORIGLIANO-ROSSANO - Nel corso di queste settimane abbiamo raccontato quanto accade in diverse zone di Schiavonea, e lo abbiamo fatto in maniera puntuale e minuziosa, scevri da ogni condizionamento politico. Continueremo a farlo, perché raccontare ciò che accade e viverlo quotidianamente consente di essere molto più aderenti alla realtà, più documentati e più onesti nel descrivere un disagio che non può più essere ignorato.
La sicurezza è ormai diventata un tema centrale. Si moltiplicano gli incontri spontanei tra cittadini, mentre sui social network si assiste a un susseguirsi di lamentele, sfoghi, accuse e proposte spesso estemporanee. C’è chi individua le responsabilità nell’azione – o nella mancata azione – dell’amministrazione comunale, e chi invece chiama in causa una tolleranza diffusa verso pratiche irregolari, come gli affitti agli stagionali fuori da ogni controllo, che contribuiscono ad alimentare illegalità e insicurezza.
È una questione complessa, che non può essere ridotta a slogan né affrontata con soluzioni costruite a tavolino. Troppo spesso, infatti, vengono proposte risposte da chi ha studiato questi fenomeni solo sulla carta, lontano dai quartieri e dalle dinamiche reali del territorio. La distanza tra teoria e realtà rischia di produrre interventi inefficaci e di aggravare ulteriormente una situazione già delicata.
La gestione della presenza migratoria a Schiavonea non può più essere trattata come un business sul quale chiudere un occhio. In gioco non c’è solo il rispetto delle regole, ma la sicurezza della città e l’immagine di un centro che, dal punto di vista turistico, potrebbe fare molto, molto di più. Continuare a ignorare ciò che accade significa compromettere la qualità della vita dei residenti e il futuro stesso della località.
Di certo, questa emergenza non si risolve con un post sui social, con una foto di rito o con dichiarazioni di circostanza. Serve serietà, metodo e credibilità. Serve mettere da parte ogni forma di vanità personale e costruire un percorso condiviso che trasformi la preoccupazione in azione concreta.
In questo contesto, nelle ultime ore si discute anche della possibilità di organizzare una manifestazione pubblica per la mattinata di domenica 8 febbraio, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni rispetto agli episodi di violenza che si sono verificati nelle ultime settimane. L’iniziativa, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe mantenere un carattere civile e costruttivo, lontano da strumentalizzazioni politiche.
Alla base della manifestazione ci sarebbe un documento formale, frutto del confronto tra residenti, da presentare al Questore, nel quale vengano elencati in modo chiaro i disagi quotidiani, le criticità più evidenti e alcune richieste concrete in termini di sicurezza e controllo del territorio.
Se confermata, l’iniziativa rappresenterebbe un passaggio importante: non una protesta fine a sé stessa, ma un tentativo di passare dallo sfogo alla proposta, dalla denuncia all’interlocuzione istituzionale. Un segnale che arriva dal basso e che chiede risposte serie, all’altezza di una situazione che Schiavonea non può più permettersi di sottovalutare.