10 ore fa:Scutellà (M5S) sul blocco della Flotilla a largo di Creta: «Nessuna logica, vogliamo il rilascio dell'equipaggio»
8 ore fa:SS106, dopo la tragedia di Trebisacce il Comitato Civico attacca: “Strade insicure, tragedia annunciata
11 ore fa:Sybaris e Rhegion: tra liberazioni e provvidenziali resurrezioni, all'orizzonte la Nuova Magna Grecia
9 ore fa:Sprovieri Corigliano Volley, ultima trasferta in Sicilia: domani vietato sbagliare
5 ore fa:Rossano, lite degenera nel sangue al Frasso: uomo accoltellato
8 ore fa:Muore schiacciato dal trattore nel giorno del Primo maggio: tragedia a Spezzano Albanese
7 ore fa:Domani a Trebisacce arriva per terra e per mare "Freedom Flottilla Italia"
8 ore fa:Don Carlo De Cadorna rivive in un'opera teatrale firmata da Allison Gallicchio
10 ore fa:Sibari, attiva da maggio la postazione 118: servizio h24 fino al 2030
9 ore fa:Co-Ro, doppio record tra sport e natura: oltre 2000 presenze tra Corri e Cammina e Camminata Ecologica

Il caso Ahmad Salem: la battaglia dei comitati ProPal per sapere perché il giovane è detenuto

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Il nome è cominciato a circolare da qualche giorno in alcune reti dell’attivismo pro-Palestina: Ahmad Salem, 24 anni, originario dei territori palestinesi, sarebbe detenuto – secondo quanto riferito da associazioni e gruppi di sostegno – nella casa circondariale di Corigliano-Rossano, in regime di alta sicurezza e in attesa di giudizio.

Una notizia che è stata rilanciata anche dall’attivista Vincenzo Fullone, che solleva una questione di trasparenza: chi è Ahmad Salem? Qual è la sua posizione giudiziaria? E perché finora non se ne è parlato pubblicamente in Calabria?

Al momento, è necessario precisarlo con fermezza: non esistono comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione penitenziaria, né note pubbliche della Procura competente, né atti formali che consentano di ricostruire la vicenda giudiziaria del giovane. Nemmeno risultano, per ora, interrogazioni parlamentari o regionali sul caso.
Le informazioni disponibili provengono dunque da fonti informali, principalmente associative, che chiedono chiarimenti istituzionali.

La struttura di alta sicurezza di contrada Ciminata Greco, ricordiamo, è uno dei principali istituti penitenziari del Mezzogiorno, dotato di sezioni dedicate a detenuti classificati come AS o coinvolti in procedimenti complessi legati al Terrorismo islamico. La possibile presenza di un giovane palestinese in un contesto così sensibile, quindi, ha attirato l’attenzione di alcuni gruppi, che ritengono necessaria una comunicazione ufficiale da parte dello Stato.

Tra questi, dicevamo, c’è anche Vincenzo Fullone, attivista tornato da poco in Italia dopo una detenzione in Israele. La sua posizione non entra nel merito delle accuse né nelle ipotesi, ma pone un tema generale: in uno Stato democratico la privazione della libertà deve essere accompagnata da trasparenza delle informazioni essenziali.

Sul caso, al momento, non è possibile né confermare né smentire alcun elemento ulteriore. Proprio per questo, numerose cellule ProPal hanno annunciato che nei prossimi giorni si svolgerà una manifestazione davanti al carcere di contrada Ciminata, con l’obiettivo dichiarato di chiedere informazioni ufficiali e visibilità sul caso. Anche in questo caso, si tratta di iniziative promosse da soggetti della società civile e non di atti istituzionali.

Il punto, oggi, è uno solo: la distanza informativa. La vicenda circola da settimane in ambienti nazionali dell’attivismo, ma non trova riscontro nel dibattito pubblico calabrese. Né negli enti locali, né tra i rappresentanti politici regionali. La domanda minima – e legittima – è semplicemente sapere chi sia Ahmad Salem, quale sia la sua situazione processuale e se gli vengano garantiti i diritti previsti dall’ordinamento.

Finché non vi saranno comunicazioni ufficiali, la vicenda rimane sospesa tra testimonianze informali, richieste di chiarimento e il crescente interesse della società civile.
Una storia ancora tutta da verificare, che interroga il territorio e invita – prima di tutto – alla trasparenza.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.