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Enel conferma: nelle ciminiere c’è amianto. «Sarà predisposto piano di bonifica»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Demolizione delle ciminiere della centrale di Cutura, anche Enel conferma la presenza di amianto all’interno delle strutture. È quanto si apprende da una nota ufficiale, esplicativa, che la holding ha diramato nelle ultime ore a seguito delle preoccupazioni sul fermo dei lavori emerse ieri sulle pagine dell’Eco dello Jonio (rileggi qui il pezzo). A lanciare l’allarme era stato il segretario comprensoriale della Cgil, Andrea Ferrone, preoccupato per lo stallo dei lavori (iniziati lo scorso ottobre ma di fatto mai entrati nel vivo) che hanno portato alla Cassa integrazione di sette operai impiegati proprio per le attività di demolizione. «I lavorì sono fermi – aveva detto Ferrone – perché è stato trovato più amianto di quanto previsto».

Oggi, è arrivata la nota esplicativa dell’Ufficio Stampa Enel. «Riteniamo opportuno precisare – si legge - che, grazie alla grande attenzione dell’azienda ai temi ambientali e al pieno rispetto delle vigenti norme in materia salute, sicurezza e ambiente, dopo quelle preventive, risultate negative, durante la preparazione dei lavori sono state effettuate ulteriori analisi che hanno rilevato la presenza di amianto in alcuni cordoni della ciminiera da dismettere. L’azienda ha, quindi, tempestivamente disposto la temporanea sospensione delle attività di demolizione per effettuare ulteriori approfondite analisi dei materiali. In attesa di tali ulteriori risultati, l’azienda si sta, comunque, adoperando per predisporre il piano di lavoro per la conseguente bonifica amianto dei cordoni, piano che sarà ovviamente sottoposto alla valutazione degli organi competenti. A seguito di tali passaggi sarà possibile stabilire la data per la ripartenza dei lavori di demolizione e i tempi necessari per completarli». Fin qui la nota di Enel che, dunque, nel ritirare di fatto il cronoprogramma dei lavori (i lavori di demolizione delle ciminiere si sarebbero dovuti ultimare a gennaio 2026) non fornisce ulteriori tempi.

Con l’amianto, del resto, non si scherza. Anche se rimangono in piedi tutte le perplessità poste in quell’affermazione del sindacalista, soprattutto perché la società energetica nel confermare la presenza di asbesto all’interno di alcuni cordoni delle ciminiere sottolinea che i primi esami avevano dato esito negativo. Pertanto, varrebbe a dire che l’amianto in questa particolare fase di demolizione non sarebbe stato proprio considerato.

 

La misteriosa sorte delle torri "gemelle" di Piombino

Altra puntualizzazione, doverosa, è necessario farla rispetto all’altra demolizione – estemporanea e più spettacolare – delle ciminiere gemelle di Piombino (realizzate con eguale tecnica a quelle di Rossano, quindi immaginiamo costruite anche con l’amianto). Nell’approfondire la questione, nelle ultime ore, siamo venuti a conoscenza che quell’attività di demolizione non sarebbe stata eseguita da Enel - che nel frattempo aveva alienato quell’immobile - bensì da un’altra società che per sbarazzarsi di quelle due torri camino ha deciso di farle saltare in aria con la dinamite.

Insomma, su Sant’Irene-Cutura ci vorrà ancora del tempo perché quei due camini, alti più di 200 metri, spariscano dallo skyline della Sibaritide. Quanto, non si sa. Anche se fonti interne alla stessa Enel sostengono che possa trattarsi di qualche altra settimana, al più qualche mese (tutto dipenderà dai nuovi fondi e dalle procedure di smaltimento), per vedere ripartire i lavori.

 

Verdi all'arrembaggio: «Enel ci dica cosa vuole fare del sito prima di attrarre pubblica protesta»

Nel frattempo, però, infuria la polemica perché c’è chi ipotizza che l’amianto “denunciato” da Enel non si trovi solo in alcuni cordoni delle ciminiere. Ad alzare la voce è Europa Verde-Verdi/Avs. «Preoccupati dalla presenza di amianto non solo nelle ciminiere, ma disseminato in tutta la centrale … cinque mesi fa, ad ottobre 2024 – si legge nella nota – abbiamo presentato richiesta di accesso agli atti al comune di Corigliano-Rossano per capire meglio cosa stesse accadendo. Da quanto appreso non solo non risulta che sia stata fatta alcuna campionatura delle ciminiere per verificare la presenza eccessiva di amianto, il che è gravissimo se dovesse corrispondere al vero, ma anche che la mescola cancerogena pare fosse presente solo nelle giunture, mentre scopriamo in questi giorni che non è così, tanto da dover sospendere i lavori di abbattimento».

«Sollecitati anche da un gruppo di cittadini» inoltre, i Verdi chiedono al colosso energetico, «quali intenzioni abbia dopo aver fatto sfumare il progetto da 15 milioni di euro per la produzione di idrogeno bandito dalla Regione Calabria con fondi a valere sul Pnrr. Insomma, Enel non solo sta impiegando decenni in slow motion per effettuare dismissione e bonifica del sito di Sant'Irene, ma non assicura nemmeno i livelli occupazionali dell'indotto: tutti lavoratori con famiglia preoccupati del loro futuro. Enel dica chiaramente alla città cosa sta succedendo e come intende agire, e spieghi qual è la forma della sua presenza, ormai indesiderata, a Corigliano Rossano: lo faccia prima di attrarre pubblica protesta».

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.