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Baraccopoli a Boscarello, l'abbandono dell'abbandono: «Non è facile superare l'inadeguatezza degli strumenti»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Il ruolo delle politiche sociali è uno dei ruoli chiave, chiamato guidare gli indirizzi politici ed essere al centro delle principali misure di inclusione e di contrasto alla povertà. Molte sono, infatti, le aree della nostra città che soffrono per la mancanza di servizi primari, in cui la popolazione vive in condizioni di estremo disagio. Tra tutte c’è sicuramente Schiavonea che ospita un folto gruppo di abitanti di origine straniera e che vive le difficoltà intrinseche alla gestione di un tale fenomeno. Tanti lavoratori stagionali, una forte emergenza abitativa e la conseguente nascita di una baraccopoli ha reso la situazione davvero problematica.

E proprio sui moduli costruiti in prossimità della baraccopoli di c/da Boscarello, che forniscono servizi igienico-sanitari ai braccianti e agli abitanti di quella zona, abbiamo chiesto chiarimenti all’Assessore alle Politiche sociale del Comune di Corigliano-Rossano, Alessia Alboresi. Avevamo raccolto, infatti, alcune denunce in cui veniva segnalata una perdita importante e il conseguente, presunto, stato di abbandono delle strutture in questione.

«Posso rassicurare tutti – ha affermato Alboresi -, siamo a conoscenza della perdita e presto interverremo per riparare il danno e ripristinare il servizio. Per quel che riguarda invece la gestione e l’utilizzo dei moduli abbiamo affidato il tutto, tramite una delibera di giunta, all’Associazione Tendiamo le Mani che se ne occupa da mesi. Alla scadenza della concessione temporanea partirà un nuovo progetto, di cui attendiamo il parere della regione (progetto Fami), che prevede l’impiego di due operatori sanitari che gestiranno i moduli e un impianto di videosorveglianza che garantirà sicurezza e integrità dei luoghi».

L’accoglienza dei migranti è una delle più importanti urgenze umanitarie che la società contemporanea è chiamata ad affrontare. Purtroppo, le misure che il nostro Paese (e non solo) ha adottato nel corso degli ultimi anni mirano ad ostacolare e giustificare le azioni di respingimento, rendendo plausibili atti che superano ogni limite etico e sviliscono la dignità umana.

Si è passati dal dipingere il migrante come pericoloso criminale, a colpevolizzarlo per la decisione estrema di fuga dal paese d’origine, per poi invertire il paradigma vittima-colpevole in cui noi diventiamo le vittime e loro i colpevoli. Sicuramente tutto il sistema di norme e le carenze strutturali ed economiche che il Paese si trascina dietro complicano la gestione dei flussi di migranti che arrivano sulle nostre coste.

La nostra città – come molte altre nel resto del Paese – vive il disagio legato alla difficoltà di garantire alloggi, beni e servizi di prima necessità di qualità a quanti vivono in condizioni estreme. I modelli di integrazione virtuosi, infatti, richiedono importanti sforzi e un particolare e attento studio delle esigenze del territorio ospitante, così da poter realizzare opere realmente utili e funzionali ai bisogni che sorgono in queste realtà-limite.

Ad ammettere la parzialità degli interventi a favore dei migranti è proprio l’Assessore alle Politiche sociali di Corigliano-Rossano, Alessia Alboresi, che si rammarica per l’insufficienza degli strumenti a disposizione degli enti locali.

«È innegabile – spiega – che le misure e gli interventi messi in campo dall’Amministrazione non rappresentano una risposta definitiva alle tante esigenze della popolazione straniera che vive nel nostro territorio. Purtroppo, devo ammettere, manca un po’ di sinergia con gli enti sovracomunali per quel che concerne la progettazione. Bisogna ascoltare di più i territori e consegnare loro gli strumenti adeguati al superamento delle criticità, capaci di migliorare la qualità della vita dei lavoratori stagionali e di tutti coloro i quali vivono ai margini della società».

Ma l’amministrazione – rassicura l’assessore - non demorde. Da tempo infatti è impegnata in progetti come Su.pre.me (in cui rientra Co.Ro.For.In) che prevede quattro linee di intervento: l’erogazione di incentivi per sostenere i costi dell’abitare; il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie degli insediamenti informali; i servizi a supporto della mobilità connessa al lavoro, con interventi legati alla mobilità a domanda individuale e collettiva, e interventi integrati di assistenza, trattamento e riabilitazione a tutela della salute degli stranieri in condizioni di vulnerabilità.

Un altro progetto attivo è il Progetto InCaS, sviluppato da Anci e Cittalia e finalizzato all’attuazione del Piano nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato attraverso il coinvolgimento diretto e il protagonismo dei Comuni a livello territoriale e di cui sono stati pubblicati anche i Piani Locali Multisettoriali, strumenti di attuazione a livello locale degli interventi previsti dal Piano Triennale nazionale, che sviluppa la strategia nazionale per il contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato.

In programma, poi, c’è anche l’arrivo di un finanziamento del Pnrr destinato alla baraccopoli di Schiavonea: circa 2 milioni e 600mila euro per intervenire su uno dei luoghi più critici e dimenticati della città.

Insomma, tanti progetti in divenire con la speranza che possano rappresentare un punto di svolta per la gestione dei migranti.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.