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La strada degli archi. Ecco come sarà la nuova Sibari-Corigliano-Rossano

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CORIGLIANO-ROSSANO – Mentre il Piano di Fattibilità tecnico-economica è sostanzialmente pronto (mancherebbero solo alcune integrazioni richieste dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici), si attende il nullaosta da parte del Ministero per consentire alla Regione Calabria, sulla scorta della nuova Legge 136/2023, di procedere alla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). Una procedura, questa, che consentirà di abbattere di quasi un anno i tempi procedurali della lunga fase preliminare all’inizio dei cantieri. A questo punto, se non dovessero esserci intoppi, la VIA dovrebbe essere espletata entro la fine di questa primavera così da consentire l’indizione della gara d’appalto integrato (progetto esecutivo e cantierizzazione) per i due lotti della nuova SS106 a sud di Sibari già entro fine giugno 2024. Quindi, con i lavori che dovrebbero iniziare nel secondo semestre 2025.   

Non solo, iniziano ad arrivare le prime indiscrezioni su quella che sarà la conformazione urbanistica della nuova Sibari-Corigliano-Rossano. Una strada utile e moderna ma anche con un suo carattere che porterà con se delle opere ingegneristiche importanti. Negli ultimi mesi si è discusso tantissimo su i due bypass che “scavallerano” i centri urbani di Corigliano scalo, con il viadotto trasparente, e Rossano scalo con il tunnel suburbano (ne abbiamo parlato qui); ma come saranno i 32km di strada che dallo svincolo di Doria (SS534) scenderanno verso Sud?

Le carte progettuali parlano di una strada che attraverserà con viadotti la maggior parte dei grandi corsi d’acqua che costellano il territorio della Sibaritide, a partire dal Crati per finire, appunto, al Coserie. Saranno 7 in tutto: Crati, San Mauro, Malfrancato, Coriglianeto, Cino, Grammisato e Colognati (tranne per il Citrea a Rossano che sarà invece sottopassato in galleria).

La struttura progettuale dei viadotti ad arco

Trattandosi perlopiù di fiumare alluvionali, con grandissime e violente portate d’acqua nei momenti di piena, i progettisti hanno pensato di superarli con strutte di attraversamento a campata unica. Per intenderci, dove possibile, senza piazzare piloni nei greti. Per realizzare questi impianti ingegneristici saranno utilizzate strutture ad arco. Insomma, maestosi ponti per una luce massima di cento metri ed un'altezza di venti metri.

Per oltrepassare il Crati, ad esempio, serviranno tre arcate, due per il San Mauro e Colognati, una a testa, invece, per il Cino, il Grammisato, il Coriglianeto e il Malfrancato.

Saranno strutture “leggere” in acciaio, studiate per assorbire le sollecitazioni del traffico ma anche per attutire la violenza dei venti che su territori pianeggianti a ridosso del mare hanno maggiore veemenza. L’arcata unica, che si biforca alle estremità, sosterrà al suo interno le due carreggiate e sarà retta da stralli in acciaio.

Un alto impatto scenico per una strada che tutti aspettano… da sempre. 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.