9 ore fa: Sanità, Campana (Europa Verde/AVS): «Occhiuto vota sì all'autonomia differenziata e tradisce la Calabria»
8 ore fa:Eco Schools, la sostenibilità entra in scena al Teatro Metropol
7 ore fa:Autonomia differenziata, arriva l’affondo di Rosellina Madeo
10 ore fa:Compagna, i commercianti alzano la voce: “Così si uccide il centro storico di Corigliano”
6 ore fa:Al Metropol di Co-Ro va in scena la commedia Mi separo 2
5 ore fa:Caduto dal balcone a Pasqua, è tornato a casa il piccolo Carlos in un quartiere in festa
7 ore fa:Ad Oriolo l'evento ufficiale della Giornata Nazionale del Made in Italy
8 ore fa:All’Unical due giornate dedicate alle relazioni internazionali
6 ore fa:Villapiana, il predissesto è realtà: l'ex sindaco Ventimiglia aveva visto lungo
6 ore fa:Memoria e diritti umani: a Saracena un docufilm su Filippo Di Benedetto

Parte la "rivoluzione" degli uffici giudiziari di prossimità: nella Sibaritide saranno sei

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Al via la "rivoluzione" (o rivoluzioncina) degli Uffici giudiziari di prossimità. Nella Sibaritide saranno sei (24 in Calabria) e mentre Corigliano-Rossano rimane impegnata nella grande vertenza, la più importante di sempre, per ri-ottonere un tribunale (il paradosso è che una città di 75mila abitanti, terza in Calabria per popolazione non abbia ancora una sua Procura e un pool di Magistrati a suo servizio), da Roma continuano ad attuarsi i dettami di una Geografia giudiziaria, partita nel 2011 ed evolutasi in varie forme e difformità.

Dal primo semestre 2024, infatti, dovranno essere operativi anche gli Uffici Giudiziari di Prossimità, una formula per indorare la pillola di quello che è stato probabilmente, per tanti territorio italiani e soprattutto per la SIbaritide, il più grande scippo dello Stato a danno dei suoi cittadini. Questo con l'idea - almeno stando alle intenzioni dell'allora governo Monti e del guardasigilli Severino - di risparmiare restituendo efficienza. Il problema è che a distanza di dodici anni Non è stato raggiunto né uno tantomeno l'altro obiettivo. Insomma, una riforma cervellotica e sostanzialmente inutile che, almeno per quanto riguarda il territorio jonico, ha messo a dura prova il sistema della giustizia lasciando alle aree grigie di occupare sempre più spazi.

Oggi arrivano i cosiddetti UGP. Ma a cosa servono? Sono davvero un modo per avvicinare la giustizia al territorio?

L'obiettivo principale degli sportelli di prossimità è quello di offrire un punto di contatto unificato per i cittadini, garantendo una consulenza chiara e tempestiva in materia di amministrazioni di sostegno, tutele e curatele, che sono domande particolarmente rilevanti per individui vulnerabili. Questi sportelli non solo forniscono informazioni sui processi legali, ma offrono anche assistenza pratica nella compilazione dei documenti necessari, facilitando così l'accesso alla giustizia per chiunque ne abbia bisogno.

Quindi, non sono tribunali ma nemmeno tribunalini di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi.

Utilizzando le ultime tecnologie disponibili, come il Pct e le banche dati del Ministero della giustizia, gli sportelli di prossimità offrono una vasta gamma di servizi, tra cui distribuzione di moduli legali, assistenza nella preparazione di ricorsi e raccolta di documenti, e consulenza personalizzata per casi complessi, fornita da professionisti quali assistenti sociali, personale medico e avvocati volontari.

Questi sforzi congiunti tra i tribunali e gli enti locali hanno dimostrato un cambiamento significativo nel panorama giuridico. Non solo hanno contribuito a ridurre le distanze fisiche tra i cittadini e il sistema giudiziario, ma hanno anche enfatizzato l'importanza della prevedibilità delle decisioni giudiziarie. Nonostante la decisione finale rimanga nelle mani del giudice, la presenza di questi sportelli di prossimità garantisce che i cittadini siano adeguatamente informati e guidati lungo il percorso legale, con un maggiore grado di trasparenza e accessibilità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.