Caso Crati: 8 milioni fermi e 800 mila euro non rimborsati, tensione politica a Corigliano-Rossano
La replica dei consiglieri di maggioranza dopo l’attacco dell’opposizione sull’emergenza Crati. I fondi regionali contestati, gli 800 mila euro del 2018 non rimborsati, gli 8 milioni per l’argine destro mai utilizzati e i lavori avviati dal Comune per 3 milioni. I punti dello scontro politico e le conseguenze per famiglie e imprese di Corigliano-Rossano
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo l’esondazione del Crati a Corigliano-Rossano, la maggioranza replica all’opposizione: nessun sostegno economico dalla Regione. Il Comune finanzia lavori per 3 milioni e rivendica 800 mila euro del 2018 ancora non rimborsati.
Continua la bagarre tra maggioranza e opposizione a Corigliano-Rossano dopo l’esondazione del Crati. Dopo l’attacco dei consiglieri di minoranza, arriva la replica dei consiglieri di maggioranza, che tuonano: «Dalla Regione? Nemmeno un euro, ancora aspettiamo le 800 mila euro del 2018. L'opposizione perde l'ennesima occasione per restare in silenzio».
«Abbiamo letto con comprensione il timido comunicato di una parte dell'opposizione su quanto accaduto sull'argine del Crati, ed abbiamo dovuto riflettere molto prima di decidere di sparare sulla Croce Rossa. Alla fine abbiamo deciso di fare solo qualche chiarimento, a partire da quello di base: in questa emergenza, al momento, la Regione Calabria non ha tolto un euro, non ha dato sostegno ai Comuni, non ha programmato nulla. L'unica cosa che sembra abbia fatto è manovrare disastrosamente la diga di Diga di Tarsia, un fatto che meriterà approfondimenti».
«Tutti i lavori in corso sono pensati, decisi e finanziati dal Comune di Corigliano-Rossano attraverso la Protezione Civile Comunale, con Sindaco, Dirigente e tecnici comunali sul campo, perché il nostro Comune, come sempre, con i piedi saldi sul territorio, resta al fianco della gente, nei momenti belli e nei momenti brutti. Non solo. Il comunicato dell'opposizione ci dà modo di ricordare un'altra grave vicenda: la Regione Calabria non ha mai rimborsato al Comune circa 800 mila euro di interventi di somma urgenza fatti dal Commissario Straordinario nel 2018, cioè l'ultima volta che il Fiume Crati esondò».
«Soldi che l'Amministrazione guidata dal Sindaco Flavio Stasi ha richiesto formalmente ma che la Giunta regionale ha negato. Finora il Comune, senza alcun sostegno di altri enti, per riparare l'argine in circa 8 punti, oltre che strade ed altre opere, sta sostenendo lavori per almeno 3 milioni di euro. La Regione Calabria non solo non ha programmato nulla, ma non è riuscita in cinque anni a spendere nemmeno le risorse già disponibili».
«L'Ufficio del Commissario per il Dissesto Idrogeologico, nella persona del Presidente Roberto Occhiuto, aveva a disposizione 8 milioni di euro per la messa in sicurezza dell'argine destro, cioè quello crollato in almeno sei punti e che avrebbe già dovuto essere rinforzato. Basta guardare il cronoprogramma: lavori che avrebbero dovuto concludersi nel 2021 e che oggi, a febbraio 2026, non sono nemmeno iniziati. Questa situazione rappresenta una responsabilità politica evidente, che oggi costa al Comune, alle famiglie e alle imprese di Corigliano-Rossano milioni di euro di danni» concludono.