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Rifiuti stipati nell'ex campo sportivo: i carabinieri forestali mettono i sigilli alla struttura

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CANNA – Canna è un piccolo centro montano a metà tra il Pollino e la catena costiera jonica, che guarda da non molto lontano i Calanchi cari a Carlo Levi; conta mediamente 600 abitanti, cifra che in estate arriva addirittura a quadruplicarsi, così come i rifiuti. Il primo cittadino allora, piuttosto che vedere la spazzatura nelle strade, decide di farla portare in una porzione delimitata dell’ex campo sportivo, accanto al quale – oltretutto – c’è l’isola ecologica. Ma la toppa risulta peggiore del buco e, dopo segnalazioni da parte dei cittadini, i Forestali arrivano sul poso e pongono l’area sotto sigilli.

«Proprio ieri 23 agosto - dichiara il primo cittadino Paolo Stigliano – l’Arpacal ha appurato che nella suddetta area non c’erano rifiuti nocivi né pericolosi. D’altronde – specifica – ho pensato di far portare la spazzatura in quest’area di competenza comunale, recintata e non accessibile al pubblico, per evitare che tutti i rifiuti restassero sparsi per il centro abitato in attesa che BSV Villapiana, il centro di trasferenza al quale facciamo riferimento, ci desse il via libera per lo smaltimento. Rallentato proprio in virtù dell’aumento della popolazione sul territorio durante la stagione estiva».

Una soluzione però, quand’anche mossa dalla migliore delle intenzioni, che ha suscitato non poche polemiche. Vedere tanta spazzatura stipata in un luogo che avrebbe dovuto essere il tempio dello sport non fa certo piacere. Tuttavia, come ha sottolineato lo stesso sindaco e anche alcuni consiglieri di minoranza, va detto che quel rettangolo verde non era più adibito all’attività fisica da tantissimo tempo.

«Abbiamo chiesto il dissequestro – prosegue Stigliano – per rimuovere i rifiuti presenti come già da programma. Con la fine dell’estate la popolazione sta tornando ai suoi numeri di sempre e si dovrebbe normalizzare anche la questione dello smaltimento dei rifiuti. Credo ci vorrà circa una settimana – commenta il sindaco – per ottenere il dissequestro dell’area. Dipenderà dai tempi della Procura di Castrovillari».

 

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare