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La "giungla" di via Lussemburgo e quel divieto d’accesso che nessuno rispetta. Esposto dei residenti

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CORIGLIANO-ROSSANO – È una storia lunghissima, lunga sette anni, quella che tiene prigionieri i residenti di via Lussemburgo, in contrada Momena lungo la costa rossanese, nelle trame vorticose del traffico cittadino. Su quel viale, lungo un paio di centinaio di metri, dal 2017 si incanala il traffico che dalla zona est dello scalo di Rossano si muove verso le spiagge bizantine, e questo per un passaggio, un piccolo “pontino” largo tre metri, aperto proprio tra via Lussemburgo e via Inghilterra, a valle di contrada Frasso. Già questa fu una stortura perché, pur facendo confluire la mobilità interna a senso unico, la nuova mole di traffico proiettata in quel vialetto ha reso impossibile la vita delle persone che vi abitano. Ad aggravare una situazione già di per sé palesemente compromessa si è aggiunta, poi, anche l’inciviltà di tanti automobilisti e il laisser faire  degli uffici comunali. Di fatto, su quella strada, ognuno fa quello che vuole e il cartello di divieto d’accesso che dovrebbe impedire il doppio senso di marcia tra via Lussemburgo e via Inghilterra sta lì solo a prendere polvere. Nessuno lo rispetta ma ancor più grave è che nessuno dagli uffici comunali trovi un metodo efficace per farlo rispettare.

In sette anni ci sono state decine di segnalazioni da parte dei cittadini che vivono, prevalentemente d’estate, in quel quartiere, tantissime richieste d’intervento da parte delle autorità comunali. Tutte, puntualmente, cadute nel vuoto. Fino a ieri. Quando un nutrito gruppo di residenti, 47 in tutto, ha deciso di risolvere la questione per le vie formali e giudiziarie, inviando un esposto alla Procura della Repubblica di Castrovillari e per conoscenza al Commissariato di Pubblica sicurezza e al Comando di Polizia locale di Corigliano-Rossano.

L'accesso a via Lussemburgo e i cartelli che nessuno rispetta

Nella denuncia vengono riportati tutte le richieste di intervento puntualmente disattese da parte del Comune che in questi anni, dal 2017 ad oggi, l’unico strumento che ha messo in campo per arginare l’oggettivo pericolo della strada e l’indisciplinatezza degli automobilisti che non rispettano la segnaletica, è quello di posizionare saltuariamente una pattuglia della Polizia municipale nei pressi del divieto d’accesso. Come è accaduto stamani quando attorno alle 9.30 in via Lussemburgo è piombata la volante della PL. Basta? Assolutamente no perché una volta tolto il presidio il traffico continuerà a scorrere nella sua giungla

Insomma, un palliativo che non risolve il problema. Certo, perché a creare l’ingorgo impossibile in via Lussemburgo – dicevamo – è stata proprio l’idea di scaricare il traffico interurbano in quel vialetto. Lo evidenziano bene i 47 firmatari dell’esposto nel documento inoltrato alla Procura. Su quella strada, ricordano, «non vi è la larghezza sufficiente a soddisfare il doppio senso di marcia; non c’è un sistema di illuminazione pubblica o corpi illuminati adeguati; non c’è un sistema di protezione guard rail; ci sono diverse curve a gomito molto strette e pericolose; c’è un attraversamento su un piccolo ponticello realizzato posando un tubo in calcestruzzo all’interno di un canale; sulla strada, inoltre, transitano con grande difficoltà e senza poter proseguire camion e mezzi pesanti con rimorchio, la cui circolazione risulta aggravata dalla circostanza che diversi veicoli transitano in divieto di accesso, creando così spesso un blocco totale alla circolazione, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di emissioni di gas di scarico; e, infine, non si ha conoscenza di un intervenuto collaudo».

La "giungla" di via Lussemburgo

Dunque, in questo esposto, ci sono tutti gli “ingredienti” per chiudere al traffico quella strada e riportarla alla sua funzione originaria, cioè quella di creare accesso alle abitazioni residenziali che insistono nell’area. Via Lussemburgo, così come concepita oggi, non può assolutamente far conciliare il comfort e la sicurezza dei cittadini con le esigenze del traffico urbano e interurbano e lo stesso codice della strada. Che si fa?

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.