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Il rilancio dei centri storici di Co-Ro passa dal decoro urbano: quella pompa di benzina è una vergogna!

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CORIGLIANO-ROSSANO – C’è un elemento essenziale su tutti quando si avvia un processo di rilancio e riqualificazione. Quell’elemento è il decoro. A Corigliano-Rossano, nell’area di accesso al centro storico di Rossano, c’è un obbrobrio di degrado e abbandono che fa bella mostra di sé, proprio nel punto in cui, residenti, visitatori, turisti, utenti e avventori in genere della città alta entrano nell’antica cittadella bizantina. Stiamo parlando della vecchia “benzina del Cozzo”. Una stazione di servizio, ormai in disuso da una decina d’anni, che da quel giorno in cui ha rifornito l’ultimo litro di carburante è rimasta così, in preda al logorio del tempo.

Davanti a quello scempio passano tutti, non solo i comuni mortali ma anche gli amministratori della città. Atteso che, proprio a due passi da quelle colonnine, sorge una delle sedi comunali di Corigliano-Rossano, quella di corso Garibaldi.

Possibile che nessuno si preoccupi di capire perché quell’immobile sia ridotto in quelle condizioni? Possibile che nessuno si pone il problema su quello scempio che non è solo brutto da vedere, non è solo ricettacolo di rifiuti ma è anche un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica.

Quello che si vede agli occhi di tutti è un manifesto del decadentismo e della solitudine di un luogo che un tempo era generatore di vita. Una passione, un Golgota.

E di domande da porre ce ne sono a iosa. Non solo per quello che si vede in superficie e sotto gli occhi di tutti. Ad esempio, i serbatoi interrati dell’ex stazione di rifornimento in che condizioni sono? È stato fatto un piano di caratterizzazione? C’è un piano di bonifica per eliminare quella bruttura da lì?

Questi sono gli interrogativi che da tempo si pongono i residenti del quartiere Sant’Antonio-Porta Cappuccini che hanno segnalato questo stato di degrado e che ormai non possono fare altro che rimanere inermi aspettando un sussulto.

L'ex "benzina del Cozzo" a Rossano centro storico, oggi

Certo, per i centri storici, sui quali rimane alta l’attenzione e per i quali sono in programma una serie di interventi di riqualificazione epocali, occorre un revamping di decoro. Anche il più elementare e spicciolo. Perché, aspettando il “definitivo rilancio” il rischio che, nel frattempo, si resti invischiati nella rete dell’abbandono è quantomai reale e concreto. La gente è stufa di vivere in un luogo corroso dall’incuria del tempo. E quella stazione di rifornimento è solo l’emblema di tante piccole emergenze che stanno cancellando la bellezza dei centri storici.

La "benzina del Cozzo" com'era un tempo in una foto dell'Antica Biblioteca rossanese

 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.