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Maltempo, in città scuole aperte e studenti da 10 e lode: fuori il nubifragio, loro sui banchi

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CORIGLIANO - ROSSANO - Dieci in condotta per gli studenti del nostro territorio. Sempre che, dopo i vari esperimenti in svariati istituti d’ Italia per una scuola senza voti, questo giudizio non offenda nessuno. Nonostante in diversi Comuni della fascia Jonica, a seguito dell’allerta meteo arancione, si sia deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado, a Corigliano Rossano gli istituti sono rimasti tutti aperti e gli studenti delle scuole superiori hanno risposto «presente».

Scelta tutt’altro che scontata dal momento che le condizioni meteo così avverse avrebbero potuto fornire agli studenti, su un vassoio d’argento, la giustificazione per restare a casa. Dal liceo scientifico di Rossano ci hanno fatto sapere che sostanzialmente gli alunni erano tutti presenti ma che «chiaramente, sono mancati i ragazzi che vengono dalle zone limitrofe come Mirto, Paludi, Corigliano, Cropalati e le altre aree circostanti». Buona anche la situazione al Classico, dove la presenza complessiva si è attestata attorno al 90%.

Abbiamo fatto un piccolo sondaggio all’Istituto tecnico commerciale Luigi Palma di Corigliano e, nonostante qualche operatore scolastico si sia lasciato sfuggire l’opinione che forse, con questo tempo, sarebbe stato meglio chiudere le scuole, gli alunni hanno risposto con una buona percentuale di presenza. I più penalizzati, hanno rimarcato anche qui, sono stati i ragazzi che vengono da fuori, i pendolari. Studenti in classe anche per l’Istituto Maiorana di Rossano e il liceo scientifico “Bruno” dell’area urbana di Corigliano.

Questa volta, è il caso di dirlo, sono stati gli studenti a darci una bella lezione. La generazione Z, quella del futuro, si è dimostrata responsabile e ligia al dovere. Il loro zaino, evidentemente, oltre ai libri di testo è ricco di coscienza civica e di sani principi, quei concetti che di rado trovi scritti nei libri ma che si interiorizzano grazie alla guida della famiglia e tra i banchi di scuola. Gli stessi banchi che ieri i nostri studenti hanno scelto di non disertare.

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare