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Montesanto: “La vera rivoluzione è restare in Calabria”

“Abbandonar”. E’ questo il termine che risuona violentemente tra le famiglie, soprattutto del Sud. Stanchi di dover lottare contro un sistema che per loro non ha posto e nessun interesse a premiarne i migliori, giovani di talento o di alta specializzazione, decidono di realizzare i propri sogni lontani dal paese nato. Eppure, sommerso da quell’adrenalinico sentimento d’evasione, vieni colpito inaspettatamente da un senso di perdita, lontananza, quella sensazione strisciante che porta a sentirti “straniero” ovunque. L’assenza degli odori, dei sapori, dei profumi, dei colori e dell’idioma di casa aleggiano come un abbraccio e una carezza mancante. Uno “spaesamento” che fa prendere coscienza e fa intraprendere il cammino che condurrà nuovamente a casa, esternamente nei nostri luoghi e internamente in noi. Così è successo a Lenin Montesanto, studioso di legge e poi avvocato, che si è allontanato, sin da giovanissimo, dal “suo mondo” per scoprire quello circostante. Tra viaggi Erasmus (in Normandia) e altri viaggi studio, attraverso “l’aritmetica delle emozioni”, percepisce la differenza tra un uomo del sud e il resto del mondo. “La qualità della vita è fatta da tante cose, ma non avere tempo, avere una vita frenetica, non sapere cosa si mangia, è qualità? Come la misuri la qualità della vita? Solo con l’efficienza dei mezzi pubblici? E l’alienazione totale, l’assenza di contatto con la terra… non li vogliamo considerare?» E’ partendo da questa riflessione che Lenin, con la collaborazione dei Comuni aderenti, decise di creare in Calabria occasioni di studio e scambio internazionale. Nasce, così, l’ “Erasmus al contrario”: anziché portare studenti provenienti da zone isolate in città vivaci e frizzanti, decisero di portare gli studenti Erasmus in un ambiente non universitario, privo di sedi e aule studio, teoricamente non vivace e non attraente: a Cariati, un paesino medievale affacciato sul mare, scelto come prima tappa di questo viaggio meraviglioso. “I cervelli non sono quelli che vanno, sono quelli che restano! Certo tu a un giovane non puoi dire di non partire perché la Calabria è bella, ma devi far capire che c’è un genere di economia diverso qui. La nostra difficoltà, purtroppo, consiste nel far passare messaggi positivi, testimoniare le possibilità di questa regione, le esperienze concrete di chi torna», conclude Lenin in un’intervista a “L’Italia che cambia”. Di seguito il link dell'intervista a "L'Italia che cambia"