9 ore fa:A Co-Ro la presentazione del libro “Nel nome del pane” di Luigi A. Chiarello
6 ore fa:Campana: il documentario sui Giganti di Pietra sbarca in Giappone
4 ore fa:Cibo, corpo e giudizio: a Co-Ro un incontro su nutrizione e benessere psicologico
3 ore fa:Caro energia, dalla Sibaritide appello di agricoltori e pescatori ormai alla fame: «italia in difficoltà, trattare con la Russia» | VIDEO
8 ore fa:San Basile, parte il laboratorio “Raccolta di storie di comunità”: bambini alla scoperta della cultura arbëreshë
9 ore fa:Dissesto idrogeologico, esperti e istituzioni a confronto il 27 aprile: “Sinergie per la resilienza”
5 ore fa:L’Unical celebra l’eccellenza nella divulgazione: conferito dottorato honoris causa in Fisica ad Angela Misiano
5 ore fa:San Lorenzo Bellizzi apre il Trofeo “Borghi d’Italia”: successo per la prima tappa nazionale
3 ore fa:SP120 Altomonte: presentato l'esposto alla Corte dei Conti e ultimatum alla Provincia
6 ore fa:La Polis Rocca Imperiale conquista la promozione in Seconda Categoria

Verba Volant - "Il sabato della città"

1 minuti di lettura

Giocando con i titoli e con i pensieri, questa settimana Verba Volant cambia appuntamento: conosce il sabato, per raccontare proprio "il sabato della città" (semicit del "sabato del villagio" di Leopardi) che attende la Pasqua. 

Nel "sabato del villaggio" , "La donzelletta che vien dalla campagna, in sul calar del sole, col suo fascio dell'erba", si trasforma, nel "sabato della città" nella studentessa che chiude gli ultimi libri nello zaino, ritorna verso casa, seduta sul solito posto del suo autobus, guardando fuori dal finestrino, verso un cielo che, come in ogni Pasqua (e soprattutto come in ogni pasquetta) si addensa di nuvole grigie. Pensando a come festeggiare i giorni senza scuola. 

"Siede con le vicine su la scala a filar la vecchiarella, incontro là dove si perde il giorno; e novellando vien dal suo buon tempo, quando ai dì della festa ella si ornava"; nel "sabato della città" diventa: le mani delle nonne dirimpettaie riunite per intrecciare dolci, si impregnano di farina e uova, mentre la voce gracchiante della tv, viene coperta dalle storie della gioventù che si scambiano le signore, sorridendo e ricordando i momenti in cui imparavano le ricette dei dolci tipici di Pasqua dai genitori.

C'è una continuità tra il villaggio di Leopardi e la nostra città: l'attesa. L'attesa della festa, del piacere, la gioia che come in un fiume che scorre, per derivazione biologica diventa poi tristezza, nell'avvicinarsi nuovamente della vita di tutti i giorni.

Se per Leopardi il sabato è  "di sette, il più gradito giorno" è perchè l'attesa affascina le cose del mondo, miscelandosi al desiderio e l'aspettativa.

Per onor del vero dovremmo aggiungere che se il sabato è la fanciulezza, "l'età lieta", la domenica è "tristezza e noia" dell'età adulta. Ma oggi è sabato, alla domenica della vita, ci penseremo la prossima volta.

Andrea Costantino Levote
Autore: Andrea Costantino Levote

Andrea Costantino Levote nasce come giornalista sportivo. Frequenta il corso di Reporting alla Scuola Holden, ma si imbuca anche alle lezioni di Cinema e di digital marketing. Vince il Premio Phoebe di Scuola Holden con il teaser Democracia. Racconta i ritratti dei giornalisti sportivi che lo hanno ispirato nel podcast "I Cantastorie", all'interno del programma Eutropia su Spotify. Diventa CEO di Jugaad Produzioni e con il cortometraggio FAME vince diversi premi internazionali, oltre a una menzione speciale al festival Ermanno Olmi. Oggi è CEO e founder di DIEZ- CREATIVE AGENCY, agenzia di comunicazione con la quale racconta il talento, occupandosi del digital marketing di start-up e di imprese.