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Varato il Conte bis. Leggera predominanza di ministri meridionali

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L’ex vicepremier Luigi Di Maio ottiene la riconferma e sarà il nuovo ministro degli Esteri. Il successore di Matteo Salvini al Viminale sarà invece l’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese. Il pentastellato Alfonso Bonafede è stato confermato al ministero della Giustizia, mentre il dem Lorenzo Guerini guiderà la Difesa. Il Pd ottiene anche il dicastero alle Infrastrutture, che sarà diretto dalla vicesegretaria dem Paola De Micheli, e quello alle Politiche agricole, con Teresa Bellanova. Deleghe di peso anche per Dario Franceschini, uno dei grandi ispiratori dell’alleanza Pd-M5S: sarà di nuovo il ministro per i Beni Culturali, a cui si aggiunge ora anche la delega al Turismo. Il ministero dell’Economia sarà diretto dall’europarlamentare Roberto Gualtieri. Il Lavoro andrà a Nunzia Catalfo. Novità di rilievo anche per il ministero della Salute: “bocciata” Giulia Grillo, “madre” del Decreto Calabria. Al suo posto arriverà Roberto Speranza, unico rappresentante di Leu. Gli altri ministeri: Federico D’Incà, Rapporti con il parlamento; Paola Pisano, Innovazione tecnologica e digitalizzazione; Fabiana Dadone, Pubblica amministrazione; Francesco Boccia, Affari regionali e Autonomie; Giuseppe Provenzano, Mezzogiorno; Vincenzo Spadafora, Politiche giovanili e Sport; Elena Bonetti, Pari opportunità e Famiglia; Enzo Amendola, Affari europei; Stefano Patuanelli, Sviluppo economico; Sergio Costa, Ambiente; Lorenzo Fioramonti, Istruzione e Università. Il sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio va a Riccardo Fraccaro, del M5S. Il giuramento della nuova squadra di Conte avverrà domattina alle 10 nel palazzo del Quirinale. Entro la fine della settimana è invece prevista la fiducia nei due rami del Parlamento. Il Governo Conte II ha una leggera predominanza di ministri meridionali. Oltre al premier pugliese, sono nati nel sud 11 ministri su 21. I campani sono 4: Di Maio, Costa, Amendola e Spadafora. I siciliani 3: Bonafede, Provenzano, Catalfo. I pugliesi 2: Boccia e Bellanova. I lucani 2: Speranza e Lamorgese. I ministri del nord sono 8: i due lombardi Guerini e Bonetti, Franceschini e De Micheli dall’Emilia Romagna, Pisano e Dadone dal Piemonte, D’Incà dal Veneto, Patuanelli da Trieste. I ministri romani sono Gualtieri e Fioramonti. Restano a secco tre storiche regioni rosse: Toscana, Umbria e Marche. Senza ministri anche Liguria, Abruzzo, Calabria e Sardegna. FONTE: CORRIERE DELLA CALABRIA
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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