4 ore fa:Maxirissa a Schiavonea, sangue in strada e paura tra i residenti: riemerge l’ombra del ghetto invisibile dei braccianti
3 ore fa:Autonomia differenziata, Greco contro il Governo: «Bloccare le audizioni è un atto di arroganza istituzionale»
1 ora fa:Morano, i giovani raccontano la memoria: si chiude il laboratorio di giornalismo del Rarica Festival
1 ora fa:Intelligenza artificiale, Omnia Energia plaude a Greco: «L’Unical è protagonista dell’innovazione italiana»
3 ore fa:Da Longobucco all’università: la storia di Celestino Tessuti d’Arte e Fendi diventa una tesi di laurea
2 ore fa:Dieci giovani di Civita Europe in Romania per lo scambio Erasmus+ “Navigating Our Cultural Landscapes”
30 minuti fa:Sanità nella Sibaritide, Uva lancia l’allarme: «Emergenza oncologica, servono specialisti e risposte immediate»
4 ore fa:Nasce Spesa24, l'Amazon mormannese: acquisti online e sostegno ai negozi del territorio
2 ore fa:Corigliano-Rossano, Fratelli d’Italia: «Avevamo ragione, ora il Comune interviene sul caso del legale dell’ente»
Adesso:Discarica abusiva nei boschi di Co-Ro, nulla è cambiato: rifiuti ancora lì dopo mesi

Discarica abusiva nei boschi di Co-Ro, nulla è cambiato: rifiuti ancora lì dopo mesi

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – A distanza di mesi dalla prima segnalazione, nulla è cambiato. La discarica abusiva tra i boschi di Corigliano, nei pressi della storica fontana di Migliuri, è ancora lì. I rifiuti non sono stati rimossi, l’area resta deturpata e quello che un tempo era considerato un angolo di natura e memoria collettiva continua a presentarsi come il simbolo dell’inciviltà e dell’abbandono.

Sacchi neri, materiale plastico, scarti edilizi e rifiuti di vario genere continuano a occupare una traversa della strada che conduce a Piana Caruso, nell’area conosciuta come “U vosch i l’acqua”, a pochi chilometri dall’Ospedale Compagna di Corigliano, nell'area. Un luogo che costeggia il versante desto del torrente Coriglianeto, ricadente nel Parco Naturale, e che per anni è stato frequentato da famiglie, escursionisti e cittadini alla ricerca di un'oasi di tranquillità.

Già da tempo i residenti avevano denunciato lo stato di degrado, chiedendo un intervento tempestivo da parte delle autorità competenti (ne avevamo parlato qui). Ma da quella denuncia, almeno sul piano concreto, non è seguito alcun cambiamento visibile. I rifiuti sono rimasti al loro posto e la fontana storica di Migliuri, già danneggiata nella parte superiore e ancora non riparata, continua a trovarsi in un contesto indecoroso.

Nel frattempo, la situazione è stata nuovamente segnalata, questa volta anche al consigliere comunale Tonino Uva. L’auspicio è che il caso possa arrivare rapidamente all’attenzione degli uffici competenti e che si proceda finalmente, con un provvedimento utile, alla bonifica dell’area.

La vicenda non riguarda soltanto la rimozione dei rifiuti. Chi conosce quei luoghi chiede anche controlli più efficaci, maggiore presidio del territorio e strumenti di prevenzione, a partire dall’installazione di telecamere o da verifiche periodiche nelle aree più esposte all’abbandono illecito. Perché ripulire è necessario, ma non basta se poi gli stessi punti tornano a essere presi di mira dagli incivili.

Il caso della fontana di Migliuri riporta così al centro dell’attenzione il problema delle microdiscariche abusive nel territorio comunale. Un fenomeno che continua a ferire campagne, boschi e aree periferiche, nonostante la presenza di servizi di raccolta e centri di conferimento a disposizione dei cittadini.

Ora si attende un intervento. Dopo mesi di immobilismo, la speranza dei residenti è che la nuova segnalazione non resti l’ennesimo appello caduto nel vuoto, ma diventi finalmente l’occasione per restituire dignità a un luogo che appartiene alla memoria e al patrimonio ambientale di Corigliano.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.