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Falco pellegrino ferito in Sila, il salvataggio riapre il caso fauna selvatica: «La Calabria ha bisogno di una rete regionale»

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SILA Un giovane falco pellegrino, gravemente ferito a un’ala dopo l’impatto con un cavo aereo, trovato nel centro abitato di San Giovanni in Fiore. E, negli stessi giorni, due scoiattoli meridionali in difficoltà. Dalla Sila arriva l’ennesima dimostrazione di quanto il soccorso della fauna selvatica in Calabria dipenda ancora dalla capacità di volontari, associazioni e centri specializzati di attivarsi rapidamente.

A intervenire per il rapace è stato Massimo Secreti dell’associazione Capitale della Sila, insieme agli specialisti del GLC Lipu Sila. Il falco e i due scoiattoli sono stati poi trasferiti, grazie al volontario Lipu Alfredo Bruno, al CRAS di Cosenza, dove hanno potuto ricevere le cure necessarie.

È una storia a lieto fine che arriva mentre, dall’altra parte della Calabria, due recuperi hanno avuto esito opposto. A Tropea una poiana, rimasta a lungo incastrata a testa in giù in una rete metallica nei pressi del porto, è morta poco dopo essere stata liberata dai Vigili del Fuoco di Ricadi e affidata a Domenico Aiello, esponente nazionale del WWF. Pochi giorni prima era morto anche un barbagianni rinvenuto in condizioni critiche nei pressi del Lido del Nonno.

Due vicende diverse, dalla costa alla montagna, che per Aiello pongono la stessa questione: come viene organizzato in Calabria il recupero degli animali selvatici feriti o in difficoltà? Secondo quanto riferisce l’esponente del WWF, nella regione operano soltanto due Centri di Recupero per Animali Selvatici, a Cosenza e Catanzaro, senza una rete capillare di strutture di primo soccorso in grado di coprire l’intero territorio.

«Se oggi migliaia di animali selvatici vengono curati e restituiti alla natura è grazie a una rete straordinaria di donne e uomini che lavora lontano dai riflettori, sostenuta più dalla passione e dal senso di responsabilità che da adeguati strumenti istituzionali», dichiara Aiello.

Una rete informale nella quale rientrano Polizie Provinciali, Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, veterinari, associazioni e volontari. Il caso della Sila mostra proprio come questa catena possa funzionare: individuazione dell’animale, primo intervento e successivo trasferimento al CRAS. Ma per il WWF non può essere la disponibilità del singolo a determinare le possibilità di sopravvivenza di un animale.

Aiello chiama direttamente in causa il presidente della Regione Roberto Occhiuto: «Nei giorni scorsi il Presidente Occhiuto ha giustamente firmato un'ordinanza per proteggere cani e gatti dalle ondate di calore, riconoscendo che il livello di civiltà di una comunità si misura anche da come tratta gli animali. Un principio condivisibile e importante. Ma allora non possiamo dimenticare la fauna selvatica, che subisce gli effetti della crisi climatica in misura ancora maggiore e che continua a dipendere quasi esclusivamente dall'impegno di volontari, CRAS e cittadini sensibili a cui quest'anno la Regione si è interessata incredibilmente solo per anticipare l'apertura della caccia».

Il WWF chiede soprattutto una revisione dell’attuale normativa regionale. «La morte della poiana e del barbagianni recuperati a Tropea deve diventare un'occasione di riflessione e di cambiamento. La legge regionale n. 9 del 1996 ha ormai bisogno di essere aggiornata ascoltando chi opera sul campo ogni giorno: volontari, professionisti dei CRAS, veterinari, associazioni ambientaliste, Carabinieri Forestali, Polizie Provinciali e istituzioni coinvolte nei recuperi. La Calabria ha bisogno di una riforma coraggiosa e moderna che costruisca una vera rete regionale per il soccorso della fauna selvatica, con procedure chiare, reperibilità, strutture adeguate e risorse certe».

Poi l’appello conclusivo a Occhiuto: «Chiedo al Presidente di compiere un ulteriore passo avanti. Se è giusto mobilitarsi per proteggere gli animali d'affezione dalle ondate di calore, è altrettanto doveroso fare lo stesso per la fauna selvatica, che rappresenta un patrimonio di tutti i calabresi e dell'intero Paese. Una regione che tutela la biodiversità tutela sé stessa e il proprio futuro. La Calabria non può più permettersi di lasciare soli coloro che ogni giorno si impegnano per salvare e difendere la natura».

In Sila, intanto, il falco pellegrino e i due scoiattoli meridionali sono arrivati alle cure grazie a questa rete di persone. Ed è proprio questo il paradosso sollevato dal WWF: un patrimonio naturale enorme, in uno dei territori a maggiore vocazione ambientale della Calabria, che per essere soccorso continua troppo spesso ad affidarsi prima di tutto alla buona volontà di chi risponde al telefono.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.