Presidio pro-Palestina davanti al carcere di Rossano: riflettori su tre detenuti
Sabato 21 febbraio la mobilitazione regionale: contestate le accuse di finanziamento al terrorismo
CORIGLIANO-ROSSANO - Sabato 21 febbraio, alle ore 16, davanti alla casa circondariale di Rossano si terrà una manifestazione promossa dai movimenti pro-Palestina della Calabria. L’iniziativa nasce per richiamare l’attenzione sulla detenzione di Yaser Asaly e Reyad Bustanji, esponenti dell’Associazione Palestinesi in Italia, e sulla posizione di Ahmad Salem, ristretto da mesi nella struttura jonica.
Il presidio si inserisce nella più ampia operazione giudiziaria avviata a fine 2025 nei confronti di associazioni di solidarietà con la Palestina, nell’ambito della quale viene contestato il finanziamento al terrorismo: secondo gli inquirenti parte dei fondi raccolti per finalità umanitarie sarebbe stata destinata a organizzazioni legate ad Hamas.
Gli organizzatori della manifestazione respingono l’impostazione accusatoria e parlano di «criminalizzazione dell’aiuto umanitario», sostenendo che le risorse servissero a garantire cibo, cure mediche e beni essenziali alla popolazione civile di Gaza. «Riteniamo queste accuse prive di fondamento e strumentali a colpire chi ha promosso la solidarietà», dichiarano i promotori, denunciando anche «un clima di repressione crescente» nei confronti del dissenso politico.
Tra le richieste avanzate: la revisione delle misure cautelari nei confronti degli indagati e la tutela del diritto di manifestare senza timore di conseguenze giudiziarie.
L’appuntamento è fissato davanti al carcere rossanese nel pomeriggio di sabato, con l’obiettivo — spiegano i promotori — di lanciare «un segnale che dalla Calabria arrivi a tutto il Paese: la solidarietà non può essere arrestata».