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Cosenza-Sibari, la galleria incompiuta di Cozzo Castello e il mistero in Provincia

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TARSIA – Attraversando la strada che sovrasta la diga di Tarsia, la Provinciale 197, un quesito sorge spontaneo: come mai, dopo ormai dieci anni dall'abbattimento dell'ultimo diaframma, la Galleria di Cozzo Castello risulta ancora chiusa e abbandonata?

A chiederselo sono tantissimi utenti, pendolari e cittadini dell'area della Valle Crati che da oltre un decennio, ormai, non riescono ad avere risposte dalla Provincia di Cosenza, l’ente proprietario della struttura. «L’opera pubblica in questione – si legge stamani sulle pagine di Gazzetta del Sud - dimostra che, invece che essere propedeutica al miglioramento della viabilità nel territorio provinciale, è in completo abbandono».

La storia della galleria “Cozzo Castello” parte nel lontano 23 ottobre 2012 quando venne posata la prima centina. Una giornata che è stata teatro di un insolito ma giustificato clamore mediatico poiché c’era da salutare l’avvio dello scavo, e quindi l’inizio dei lavori, per la realizzazione di una delle tre opere (le altre due erano i viadotti “Fornace” e “Diga di Tarsia”) previste sugli otto chilometri di tracciato tra lo svincolo dell’A3 (oggi A2 del Mediterraneo) e la diga: il primo lotto di una strada nuova che, una
volta completata, avrebbe accorciato le distanze tra Cosenza e i paesi della Sibaritide. Un’opera, dal costo complessivo di trenta milioni di euro, firmata dal settore Progettazione grandi opere della Provincia e i cui lavori sono stati avviati il 24 settembre 2011. Tredici mesi più in là partivano i lavori della galleria. Nel 2013, con l’abbattimento dell’ultimo diaframma, sembrava concludersi la prima fase dell'opera che avrebbe poi portato ad un’imminente inaugurazione. Sul posto accorsero l'allora presidente della Provincia Mario Oliverio (in procinto di scendere in campo per elezioni regionali), gli ingegneri dirigenti, gli operai e i responsabili dell’Ati Consorzio Stabile Olimpia-Lungarini Spa titolare dei lavori.

Da allora altri interventi hanno interessato il tratto di strada della diga oscurando la sorte di questa annosa incompiuta. A distanza di dieci anni da quell'evento si registra la realizzazione di altre due gallerie (Serra Castello e Diga di Tarsia) e l'ampliamento della sede stradale in un tratto totale di circa 3 km inaugurate il mese scorso (leggi qui) ma di quella galleria e dei viadotti contermini (i primi realizzati e mai aperti) ancora non se ne sa nulla. C’è da chiedersi, a questo punto, quali siano i reali impedimenti e le motivazioni alla base di questo clamoroso ritardo che, ad oggi, continua a far protestare molti utenti e cittadini. Mistero!

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.