Crisi politica Villapiana, le critiche di Grande: «Scelta grave e discutibile, così si penalizzano lavoratori e città»
Il consigliere comunale sottolinea come la crisi non sia solo politica, ma rischi di avere effetti profondi sul governo della città e sulle prospettive economiche e sociali del territorio
VILLAPIANA - Si acuisce il clima di tensione all’interno del Consiglio comunale dopo la decisione assunta ieri da alcuni consiglieri di dare le dimissioni, una scelta che continua a far discutere e che apre ufficialmente una nuova fase di incertezza politica. A intervenire è il consigliere Michele Grande, fondatore del Movimento Politico "Siamo Villapiana" che in un post pubblico non nasconde la propria preoccupazione e prende nettamente le distanze da quanto accaduto.
«Al netto delle mie divergenze politiche – mai personali – con il Sindaco, reputo grave e discutibile la scelta fatta ieri da alcuni colleghi», scrive il consigliere, puntando il dito non solo contro l’esito della decisione, ma soprattutto contro le modalità e le motivazioni che l’hanno accompagnata, definite «sbalorditive».
Nel suo intervento, l’attenzione viene spostata sulle ricadute concrete per la città. Il riferimento è innanzitutto ai lavoratori della Bsv, le cui famiglie – sottolinea – attendono ancora risposte chiare sul proprio futuro occupazionale. Ma non solo. A essere messi a rischio, secondo il consigliere, sarebbero anche i cittadini, che avrebbero dovuto essere tutelati da «aumenti spropositati della pressione fiscale», e il tessuto produttivo locale, in particolare le imprese di una città a forte vocazione turistica e commerciale, che necessitano di stabilità politica e amministrativa.
L’esponente politico ricorda come, anche nell’ultimo Consiglio comunale, fosse stato ribadito un impegno condiviso: prendersi alcune settimane di tempo per affrontare le emergenze, lavorare seriamente sulla complessa vicenda della municipalizzata attraverso un vero piano di rilancio e solo successivamente valutare il futuro politico dell’amministrazione. «Qualcuno, però, ha deciso diversamente», osserva amaramente, prendendo atto di una rottura che sembra ormai consumata.
Nei prossimi giorni, annuncia il consigliere, la questione sarà affrontata pubblicamente, ma intanto viene lanciato un appello a una riflessione più ampia, che potrebbe coinvolgere anche l’elettorato. Un segnale chiaro di come la crisi non sia solo politica, ma rischi di avere effetti profondi sul governo della città e sulle prospettive economiche e sociali del territorio.