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Lungro, il Collettivo Stipaturi contro il vile atto vandalico: «Il nostro tessuto sociale è da tempo lacerato»

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LUNGRO - Il Collettivo Stipaturi di Lungro ha diffuso una nota nella quale commenta i fatti di cronaca che hanno recentemente  interessato il paese e che hanno per oggetto l'incendio di tre automobili di proprietà di alcuni cittadini.

«Quello compiuto ieri all'alba, ai danni di alcuni nostri concittadini, - spiegano - assume i contorni di un vero e proprio attentato, 3 macchine date alle fiamme che avrebbero potuto causare una strage. Condanniamo fermamente questo vile atto ed esprimiamo la nostra più totale solidarietà alle famiglie colpite da tale violenza. Ora è inutile soffermarci sulla cronaca dei fatti, le considerazioni da fare sono ben più complesse. Non è il momento della ricerca dei colpevoli, dell'assegnazione delle colpe o della caccia alle streghe, c'è bisogno di una seria riflessione comune che possa aiutarci a recuperare sia coscienza sulle problematiche lungresi, sia quel senso di comunità che era parte del tessuto sociale del nostro paese e che ormai è da tempo perduto e lacerato. È molto tempo che svolgiamo la nostra attività politica (seppur piccola) sul territorio di Lungro ma in questi ultimi anni abbiamo notato come il paese si sia avviato lungo un pericoloso piano inclinato che lo ha reso più permeabile a un "certo tipo" di criminalità e non solo».

«Sappiamo bene - vanno avanti - che questo discorso a molti potrà sembrare "moralistico" ma non è questo il nostro intento. Viviamo in un territorio abbandonato che ormai da decenni non riceve le attenzioni che merita; l'impoverimento dei ceti medi e l'emarginazione delle classi meno abbienti ha generato terreno fertile affinché la criminalità (piccola, media, organizzata) potesse attecchire e porre le radici per lo sviluppo a cui stiamo assistendo. La delinquenza non si manifesta solo con eventi eclatanti come quello di oggi, passa anche per le risse, i piccoli furti, le vendette, lo spaccio di sostanze stupefacenti, consuetudini ormai ordinarie per troppi concittadini. Ridurre tutto ad un mero problema securitario, a cui le sole forze dell'ordine non possono certo porre rimedio definitivo, oppure fare spallucce e dire "queste cose sono sempre successe" è sbagliato, superficiale e ingiusto. Cerchiamo quindi di mettere in fila quelle che potrebbero essere le principali questioni che hanno aperto una breccia nel tessuto sociale e che ci hanno portato a questa situazione: - l'aumento della disoccupazione e l'impoverimento delle classi meno abbienti con il relativo incremento delle diseguaglianze sociali; - la deindustrializzazione con il relativo passaggio ad un terziario vacillante e mal finanziato, che in questi ultimi 30 anni hanno privato il paese non solo delle energie migliori favorendo l'emigrazione in massa dei giovani ma hanno posto le basi affinché in alcun modo si potesse ricostruire, anche solo minimamente, il tessuto lavorativo locale e battagliero: - il clientelismo dilagante e il lavoro nero totalmente fuori controllo che costituiscono forse  la colonna portante dello stato di ricattabilità e sfruttamento in cui versano molti lavoratori».

«Nulla di tutto questo - affermano - potrebbe essere una giustificazione per atti gravissimi come quelli di ieri notte, tuttavia una forte presa di coscienza della popolazione, dei lavoratori e dei disoccupati, attraverso una dura opposizione contro tutti coloro che cercano di sfruttare per il proprio interesse economico la classe sociale più debole e ricattabile della nostra comunità, potrebbe riuscire a mitigare se non a ripianare la china su cui stiamo scivolando. Dobbiamo, insieme, ricomporre il tessuto sociale del nostro paese. Non è più il tempo di essere indifferenti. Aumentare la consapevolezza del ruolo che ognuno di noi può giocare in questa società è la chiave di volta per tornare a discutere dei drammi reali del nostro tempo, affrontando i problemi di chi ci sta accanto con una consapevolezza nuova».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.