5 ore fa:Majorana, presentato il piatto identitario per Odissea 2000
7 ore fa:Cassano, partono i lavori delle strade di accesso a Marina di Sibari, Laghi di Sibari e Fuscolara-Bruscate-Millepi
3 ore fa:Al Polo Infanzia Magnolia la festa della mamma si celebra con una caccia al tesoro alla scoperta della mitologia
3 ore fa:Mandatoriccio, residenza per anziani di località Savuco: concluso l’iter burocratico
4 ore fa:Amministrative a Vaccarizzo, ecco la lista a sostegno di Antonio Pomillo Sindaco
2 ore fa:A Schiavonea un convegno sul tema dell'educazione alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e servizi
1 ora fa:La Vignetta dell'Eco
4 ore fa:Mazza (Comitato Magna Graecia): «Sì allo sviluppo, ma senza discariche di rifiuti pericolosi nel territorio»
40 minuti fa:La Diocesi di Rossano Cariati si prepara alla 50^ edizione delle Settimane sociali dei cattolici
5 ore fa:Lettere ai professori, pensieri e parole degli studenti di Cassano sulla lezione di Don Lorenzo Milani

A Paludi inizia la demonticazione: il ritorno degli animali dopo la transumanza

1 minuti di lettura

PALUDI – Quasi tutti conoscono o hanno sentito parlare almeno una volta della transumanza. Inserita nel 2019 dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, è quella pratica tradizionale, ereditata anche nei nostri territori, dell'allevamento che consiste nel muovere gli animali, solitamente pecore, capre o bovini, dalle zone di pascolo invernale a quelle estive. In pochissimi, però, sanno forse che esiste un suo processo inverso, il suo ritorno. Si chiama demonticazione. Letteralmente vuol dire lasciare la montagna e scendere al piano. Un rito che, letto e narrato insieme a quello della precedente transumanza, andrebbe fatto conoscere e valorizzato, assieme a tutto il patrimonio della storia agricola ed agroalimentare della nostra terra, nelle scuole primarie, come alto momento pedagogico di ricongiunzione senza oicofobia alle proprie origini.

Ne è convinta la squadra Fonsi, alla guida da qualche secolo dell’omonima azienda di Paludi, unica produttrice nel cosentino del Pecorino Crotonese Dop e l’unico biologico dell’intera filiera che nei prossimi giorni accompagnerà il ritorno, la demonticazione appunto, nelle stalle di contrada Unna sulle colline della Sila Greca, delle proprie mandrie mandate al pascolo per il periodo estivo a Mormanno, sul Pollino.

«Sia per la transumanza che per la demonticazione, l’antica usanza di procedere a piedi – si legge nella nota dell'azienda Fonsi– ha purtroppo ormai lasciato il passo alle esigenze ed ai ritmi imposti dalla modernità e, quindi, ai mezzi di trasporto. Entrambi i momenti, tuttavia, preservano – aggiunge – una valenza culturale, sociale, antropologica e simbolica importante, sentimentale ed esperienziale, perché segna da sempre due date importanti nel calendario aziendale, due cicli naturali nel rapporto allevatore-bestiame».

Mappata anche tra i 100 Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria, strettamente legata anche all’allevamento del bovino di razza Podolica, anch’esso un MID, la transumanza e con essa il suo nostos, la demonticazione, è un riturale ancestrale che fa della Calabria una delle regioni italiane custodi del patrimonio culturale legato alle stagioni. «Condividerlo – aggiungono i Fonsi – con contenuti e visione, con le nuove generazioni farebbe avvicinare di più e meglio alla storia della pastorizia, per lungo tempo motore dell’economia locale».

Per dirla con la Mappatura dei 100 Marcatori Identitari Distintivi depositato dalla Cabina di Regia alla Fondazione Calabria Film Commission, la Transumanza è un pezzo di storia sopravvissuto. Il fenomeno, infatti, al tempo del latifondo fu un tassello importante dell’economia calabrese. Basti pensare che alla fine del ‘500 i principi di Bisignano contavano una massa di quindicimila ovini e nel 1744 i duchi di Corigliano arrivarono oltre ventinovemila animali. Un fenomeno dal rilievo economico importante.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.