15 minuti fa:Crosia-Mirto, al via il “Pizza Street Food Festival 2026”
3 ore fa:Il Pollino in Ribalta Festival è pronta ad accogliere "El fùtbol" con Ettore Bassi
4 ore fa:Attivo lo sportello online contro la povertà educativa: supporto diretto alle famiglie della provincia
45 minuti fa:Corigliano-Rossano, torna l’Assemblea del presidio Libera “Mario e Gianluca Congiusta”
3 ore fa:Sanità, fine del commissariamento dopo 17 anni. Santoianni (FI): «Una svolta vera»
4 ore fa:Cassano Jonio, l'olivo “Cassanese” al centro del dibattito per tracciare il futuro dell’olivicoltura locale
2 ore fa:Vino, Saracena protagonista al Vinitaly col Moscato passito
2 ore fa:Frana sulla SP 251, sopralluogo della Provincia dopo la segnalazione del consigliere Garofalo
1 ora fa:Fine del commissariamento, Laghi: «Svolta positiva ma rischia di restare solo formale»
1 ora fa:Comune di Cassano, Diocesi e Caritas al lavoro insieme per aiutare famiglie e imprese  

Caro bollette: spetta alla Calabria il conto più salato. Vediamo perché

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Entro Natale potremmo rimanere al buio e al freddo». Una scena apocalittica quella prospettata da Armando Mansueto, responsabile generale dello Sportello dei cittadini che conta una sede operativa anche a Corigliano-Rossano, dove a rispondere troviamo la dottoressa Immacolata Nicastro e il dottor Antonio Diaco. 

Abbiamo raggiunto al telefono il responsabile generale dell’associazione: «In questo momento mi trovo in Toscana - fa sapere Mansueto - e vi posso dire che la situazione si preannuncia difficilissima per tutta Italia. Anzi, se la Calabria facesse tesoro delle tante pale eoliche che sono cosparse lungo la regione, avrebbe risolto». Le rinnovabili chiamate di nuovo in causa come strumento per uscire dalla crisi energetica. Tuttavia, per tornare all’oggi, è necessario prendere atto dell’impennata dei prezzi di luce e gas che, solo in questo ultimo trimestre, faranno registrare un aumento di spesa per ogni famiglia di circa 1.400 euro. E se è vero che in Calabria ci salva il clima, decisamente più mite e temperato rispetto alle regioni del nord, è altrettanto corretto dire che questo caro prezzi peserà molto di più sulle famiglie calabresi, per le quali il reddito pro-capite è uno dei più bassi d’Italia.

Già, perché se aumenta il costo del pane, del latte e dell’energia, purtroppo lo stipendio resta sempre quello. E quando i nostri contratti per la fornitura energetica a prezzi bloccati raggiungeranno la loro naturale scadenza, allora saranno cavoli amari. Anzi, surgelati. «Per avere ben chiara la dimensione del problema - entra nel dettaglio Mansueto - nel 2020 il costo dell’energia si attestava intorno allo 0,02 ogni kilowattora per salire gradualmente a 0,25. In questo momento il prezzo oscilla tra lo 0,52 e lo 0,56. Il gas invece è schizzato a 2 euro a metro cubo. Questi costi, avallati dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ndr) causeranno entro la fine dell’anno la chiusura di molte compagnie fornitrici di energia che a loro volta non riusciranno a sostenere i costi e a mantenere un bilancio attivo tra l’acquisto e la vendita di corrente».

E allora che succede?

«Accadrà che tanti consumatori all’improvviso si troveranno senza la loro compagnia di riferimento e finiranno nel cosiddetto mercato di salvaguardia».

Cos’è?

«È un mercato dove ci sono svariate aziende di fornitura che smistano tra loro i consumatori in base a diversi fattori, tra cui quelli geografici. I costi lieviteranno ed in più, se qualche utente risulta moroso e ha delle bollette arretrate, avrà grandi difficoltà a trovare società disposte a fornirgli energia».

E per chi vive in un condominio con impianto centralizzato?

«Bel problema…se qualche famiglia sarà in difficoltà e salterà più di una bolletta, potrebbero staccare tutto. Sarà necessario che gli altri condòmini mettano mano al portafogli per dividersi i costi della famiglia in difficoltà, altrimenti l’intero palazzo potrebbe restare senza luce o gas».

Che soluzioni ci sono?

«Purtroppo nessuna, se le compagnie manterranno questi costi. Resta la speranza che l’Europa conceda all’Italia, per affrontare l’emergenza, dei soldi a fondo perduto».

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare