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La Bottega del Pollino, Nicola realizza il suo sogno tra artigianato e tradizione

2 minuti di lettura

MORANO CABABRO - Nicola Cino ha 28 anni ed è nato a Morano Calabro, borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano nel Parco del Pollino. Dalla Calabria, Nicola è partito a 19 anni: «Come tanti altri giovani ho deciso di lasciare la Regione per fare delle esperienze lavorative in Italia e all'estero. Più passavano gli anni, però - racconta Nicola a bandierearancioni.it - più mi sono accorto che la Calabria e il mio piccolo borgo mi mancavano davvero tanto».

La lontananza, come spesso accade, fa vedere meglio e apprezzare quello che è il proprio luogo di nascita: «Ho iniziato a riconoscere le enormi potenzialità della mia terra, borghi antichi ricchi di storia, il Pollino il Parco Nazionale più grande d’Italia, i due mari lo Jonio e le perle del Tirreno, il clima, il cibo, l’ospitalità delle persone, l’aria pulita, gli amici con cui sono cresciuto, le nostre tradizioni».

Il periodo segnato dalla pandemia per il covid ha permesso a Nicola di riflettere, di percepire il richiamo della propria terra e di comprendere chiaramente che il legame con la Calabria era qualcosa di insito nel dna familiare: «Vengo da una famiglia di artigianimio padre è uno degli ultimi rimasti nella Calabria a lavorare la pietra con mazzetta e scalpello e intaglia il legno, mio nonno era un cestaio faceva le fiscelle per il formaggio intrecciando il giunco che andava a raccogliere nei fiumi, poi ha tramandato quest'arte a mio zio che le fa ancora oggi. L'artigianato era strettamente legato alla vita agropastorale di un tempo, i creavano manufatti per una funzione specifica per aiutare a rendere il lavoro e la vita più semplice. Un artigianato potremmo dire utile, ma comunque pregiato e a volte complesso, basti pensare che le opere in pietra di mio padre sono richiestissime negli Stati Uniti dove vengono apprezzate per impreziosire la casa con oggetti unici di mano d’opera italiana».

Prodotti richiestissimi all'estero, ma emarginati nel territorio di creazione: «Non ci sono progetti in grado di valorizzare questi antichi mestieri, non ci sono botteghe. Per questo ho deciso così di rientrare e di investire nel mio piccolo borgo, creando la mia bottega (La Bottega del Pollino, via Ferrante 10, tel. 3473740743) in una delle strade del centro storico più antiche di Morano Calabro. La mia non è una semplice bottega dove si producono e si vendono oggetti ai turisti, l’obiettivo del mio progetto è quello di valorizzare, promuovere, far scoprire le nostre tradizioni ai visitatori di questo fantastico territorio».

Questa opera viene portata avanti da Nicola intrecciando le generazioni, come faceva suo nonno con il giunco: «Racconto a chi viene a trovarmi e soprattutto ai giovani le storie degli artigiani, dei nostri nonni che hanno saputo tramandare questi mestieri antichi ai nostri padri con tanto sacrificio. Mostro le tecniche di lavorazione, faccio conoscere gli artigiani, i prodotti e i loro utilizzi nei tempi più antichi, insomma forse è più un museo che una bottega. Ho tante altre idee in futuro e strategie per coinvolgere i giovani e per tramandare ancora tutto questo tesoro, per lasciare delle esperienze ai turisti che ci vengono a visitare».

Chi visita la bottega di Nicola, scopre un mondo, si immerge nei profumi e nelle sensazioni del passato. Oltre alla bottega fisica, Nicola cura molto anche il sito e lo shop online: «Lì si racchiude un grande potenziale, tramite il sito posso estendere i nostri confini, raggiungere potenziali clienti, promuovere il territorio e molto altro in tutto il mondo. Non c’è soddisfazione più bella, per un artigiano, di spedire un prodotto oltre oceano». Per approfondire, conoscere e acquistare i prodotti e per maggiori informazioni, ci sono il sito, le pagine Facebook e Instagram.

(Fonte bandierearancioni.it, foto la Bottega del Pollino)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

25 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie dell’informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia