11 ore fa:Unical, Greco incontra la delegazione UST Cisl per rafforzare sinergie
11 ore fa:Conte tra la gente del Crati: «Basta fondi fermi, servono argini e verità» | VIDEO
9 ore fa:Ordine dei Commercialisti di Castrovillari, si insedia il nuovo Consiglio guidato da Domenico Pisano
11 ore fa:A Co-Ro e Castrovillari Pulse Day il 1° marzo: screening gratuiti contro le aritmie cardiache
10 ore fa:Alta Velocità in Calabria, Mazza (CMG): «Mentre il Tirreno affonda, la Politica delira»
12 ore fa:Vaccarizzo, inaugurato il campo da calcio a 5. Pomillo: «Riportato lo sport al centro della vita del paese»
14 ore fa:“Alla ricerca di Sibari tra mito, storia e realtà”: confronto tra studiosi sulle nuove scoperte sull’antica città
13 ore fa:Elezioni provinciali, Franz Caruso attacca il progetto regionale sui borghi montani
13 ore fa:Corigliano-Rossano, riforma della giustizia: sabato confronto con Palamara e Sallusti
14 ore fa:Katrin, Cicogna bianca nata nella Piana di Sibari è tornata in Calabria

Matteo Croce il calabrese non ancora laureato che ha conquistato la NASA

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Ha fatto notizia, soprattutto sui tabloid scientifici qualche mese fa, l’atterraggio del primo mezzo progettato dall’uomo su suolo marziano.

Il mezzo in questione è un drone-elicottero, Ingenuity, che è atterrato su Marte e straordinariamente, a detta degli scienziati NASA, si è sollevato ad un’altezza di 3 metri per poco più di 30 secondi dalla superficie, filmando il paesaggio circostante. Immagini inviate al centro di controllo della dell’Agenzia Spaziale, attraverso la sonda Mars 2020 che si trova nell’orbita del pianeta. Un evento mai successo prima, verificatosi anche grazie al contributo scientifico di un programmatore calabrese, precisamente di Rogliano, Matteo Croce.

Neanche quarantenne, Matteo può considerarsi soddisfatto in quanto il software da lui creato, è stato scelto dagli esperti NASA nel 2012, attraverso una valutazione delle applicazioni di ultimissima generazione rese note sulla piattaforma open source GitHub, di cui Matteo fa parte da più di quindici anni. Ritenendo il software di Croce, dopo varie sperimentazioni, uno tra gli elementi essenziali per l’ottimale funzionamento di Ingenuity, la NASA gli ha assegnato il badge “Mars 2020 Helicopter Contributor”.

Inoltre il giovane programmatore calabrese, ha personalmente curato alcune componenti centrali del software denominato Linux, il ciclopico sistema operativo utilizzato dall’Agenzia Spaziale Usa, inserito nel complesso computerizzato del veicolo, essenziale per la elaborazione e la trasmissione dei dati.

Matteo Croce si definisce un hacker, in modo scherzoso, ma in realtà ha lasciato gli studi di ingegneria all’Unical di Rende per trasferirsi a Milano dove continua ad essere iscritto alla facoltà d’ingegneria, mentre ha lavorato per Pirelli e Ibm. Attualmente lavora a stretto contatto con i vertici di Seattle, quartier generale della Microsoft, sul cloud Azure, su cui gira ad esempio la piattaforma delle Poste Italiane.

Le fatiche di Matteo Croce sono riprodotte su apposite bobine e conservate per GitHub, in un bunker del Polo Nord e considerati patrimonio dell’umanità.

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive