1 ora fa:Anatomia patologica di Castrovillari e Rossano, Laghi: «Blitz dell’Asp di Cosenza, la convenzione al buio mortifica i territori»
57 minuti fa:San Nilo 2026, tre giorni nel centro storico di Rossano. Il 26 settembre concerto dei Gemelli DiVersi
3 ore fa:Caloveto, un’estate per trasformare l’entroterra in futuro
2 ore fa:Dal Pollino a Sibari seguendo la musica: tre giorni tra grotte, boschi, archeologia e concerti
27 minuti fa:Sciabaca Festival, Saracena porta il suo Moscato a Soveria Mannelli: «Non solo vino, ma racconto di comunità»
3 ore fa:Carabinieri Corigliano-Rossano, si presenta il comandante Meleleo: «Un territorio importante, sento forte la responsabilità»
4 ore fa:Elisa Scutellà porta Maria Ida Santopaolo e il suo caso in Parlamento
4 ore fa:Trebisacce brinda ad Akra Gaia: il rosé di Aglianico e Magliocco vince il Wine Festival Art
1 ora fa:Estate, Vakarici scommette sull’identità e vince la sfida dell’entroterra. Pomillo: «Il Salotto Diffuso è la nostra idea di futuro»
2 ore fa:Pietrapaola potenzia la videosorveglianza: nuove telecamere nei punti strategici

A Campana c’è una porta… per l’Eternità

1 minuti di lettura

CAMPANA – Ogni “porta” è prima di tutto un simbolo. Essa rappresenta un limite, una soglia, un confine attraversabile; al contempo separa e unisce, è l’inizio di qualcosa e la fine di qualcosa altro. Varcare una soglia rappresenta comunque un cambiamento ed è di per sé un rito di passaggio.

Pensate: ogni volta che vi trovate dinanzi a una porta il vostro atteggiamento muta. Potete trovarla aperta, ma vi sentite comunque in dovere di bussare. Potete sbatterla con foga dopo una lite, quasi a simboleggiare la chiusura violenta di una discussione e il non voler trovare un accordo. Potete attraversarla con riverenza e rispetto, quando vi accingete a entrare in un luogo sacro.

Non stupisce, pertanto, che la “porta” conservi un’aura di mistero e le si attribuisca qualche potere sovrannaturale.

È il caso della porta della Trinità di Campana, piccolo paesino dell’entroterra calabrese conosciuto per “l’Elefante di pietra”. Questa era una delle cinque porte urbiche della cinta muraria medievale che consentivano l’accesso al borgo.

La porta è situata in cima ad una stradina selciata, tortuosa e a tratti ripida detta “Erte” o “Iartu” la quale conduce dal fondo valle, dove scorre il fiume Nicà fino alla collina sulla quale sorge il centro storico. La porta deve il suo nome ad una chiesetta dedicata alla Santissima Trinità che si ergeva proprio nei pressi della cinta muraria.

Nel gergo popolare spesso la porta non viene chiamata della Trinità, ma cambia nome in porta dell’Eternità. Questo appellativo potrebbe derivare da una scorretta pronuncia del nome, oppure potrebbe essere legato a una leggenda popolare poco conosciuta e tramandata in forma orale, secondo la quale chiunque giunga dalla valle e attraversi la soglia della porta dell’Eternità “conquisti” una vita longeva.

All’Iartu e d’Eternità, chine ci passe arrive a cent’anni” (chiunque attraversi la porta raggiungerà i cento anni). Un passaggio ben augurale, dunque. Benché non ci siano prove che confermino questa tesi… se fossi in voi, almeno una volta nella vita oltrepasserei quella porta, magari con il naso all’insù immaginando l’arco a tutto sesto in pietra ormai perduto.  

(foto di Carmine F. Petrungaro)

Giusi Grilletta
Autore: Giusi Grilletta

Da sempre impegnata in attività per il prossimo, è curiosa, gentile e sensibile. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, consegue la magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Consegue una seconda laurea magistrale in Pedagogia per ampliare le sue conoscenze. Ha lavorato presso agenzie di comunicazione (Lenin Montesanto Comunicazione e Lobbing) e editori calabresi (Falco Editore). Si è occupata di elaborare comunicati stampa, gestire pagine social, raccogliere e selezionare articoli per rassegne, correggere bozze e valutare testi inediti. Appassionata di scrittura, partecipa a corsi creativi presso il Giffoni Film Festival e coltiva la sua passione scrivendo ancora oggi racconti (editi Ilfilorosso) che trasforma in audio-racconti pubblicati sul suo canale YouTube. Ama la letteratura, l’arte, il teatro e la cucina.