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In Calabria a caccia di folletti: ecco dove, come e quando trovarli...

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CORIGLIANO-ROSSANO – Almeno una volta nella vita dovreste vedere il cielo stellato della Sila in una notte di agosto. Uno spettacolo che incanta, rapisce, ammalia. Della volta celeste se ne coglie tutta la profondità e sembra quasi di poter respirare una boccata di universo affacciati da un propizio balcone terreste.

E di notte puoi sentire la voce del bosco, che mai riposa. I fruscii, il silenzio, i rumori sordi e lontani. Non stupisce che proprio nel cuore della Sila, tra i pini che svettano maestosi, ci si imbatta in creature favolistiche. Qui il “Marrauchini” la farebbe da padrone, scorrazzando leggiadro nascosto dalla sua tunica nera.

Dinanzi allo spettacolo che la natura offre, l’unica risposta, benché irrazionale, è la magia.

«Il senso di naturalismo magico è presente da sempre nella cultura calabrese. Ciò che accade all’uomo non si misura con la logica. Tutto si muove nel segno del mistero».

Fate e folletti che a seconda dei luoghi assumono forme e caratteristiche peculiari. Esseri spesso piccoli, sfuggenti, capricciosi, talvolta benevoli altre volte meno. Creature che popolano leggende e racconti di folklore, la cui esistenza viene fatta risalire al senso animistico della natura nella tradizione popolare.

Così, se nei pressi di Vibo Valentia ci si può imbattere nello “Schiavotto di Cuseju” tremendo folletto dall’aspetto burbero, nero, peloso e cattivo, a Campana si può incontrare “Auguriellu” un «essere dalle sembianze di bimbo vestito di rosso»: e chi riesce nell’impresa di rubargli il cappello sarà baciato dalla fortuna.

Tra Crotone e Catanzaro si aggirerebbe invece “u Monacheddru” un nano incappucciato vestito col saio da frate; altrove ha le «sembianze di una serpe o di un gatto che vivono su un cuscino di velluto».

E se questa estate vi lasciaste rapire dalla magia della Calabria? Potreste scoprire che il fascino delle leggende risiede in ogni angolo nascosto di questa terra. Basta solo saperlo cogliere.

(Citazioni fonte “Sprazzi di Calabria. Società storia e cultura” di Monsignor Luigi Renzo)

(Fonte nomi dei folletti: La provincia Crotonese)

Giusi Grilletta
Autore: Giusi Grilletta

Da sempre impegnata in attività per il prossimo, è curiosa, gentile e sensibile. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, consegue la magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Consegue una seconda laurea magistrale in Pedagogia per ampliare le sue conoscenze. Ha lavorato presso agenzie di comunicazione (Lenin Montesanto Comunicazione e Lobbing) e editori calabresi (Falco Editore). Si è occupata di elaborare comunicati stampa, gestire pagine social, raccogliere e selezionare articoli per rassegne, correggere bozze e valutare testi inediti. Appassionata di scrittura, partecipa a corsi creativi presso il Giffoni Film Festival e coltiva la sua passione scrivendo ancora oggi racconti (editi Ilfilorosso) che trasforma in audio-racconti pubblicati sul suo canale YouTube. Ama la letteratura, l’arte, il teatro e la cucina.